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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XVI - n° 10 - novembre 2007 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano - In caso di mancato recapito inviare al CMP Roserio per restituzione al mittente previo pagamento resi
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INTERVISTA AL FARMACISTA
LABORATORIO
NUTRIZIONE
Nel ricordo di nonna Amelia...
Con il dottor Pietro Spagnolo della farmacia Grippaudo di Enna approfondiamo come si costruisce un rapporto di stima e fiducia, che dura da tre generazioni.
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Intima freschezza
Come preparare una base lavante poco aggressiva, adatta sia per l'igiene quotidiana sia per risolvere gli stati infiammatori del cavo vaginale.
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Il rame, dai tubi alla struttura enzimatica
Tutte le situazioni in cui una corretta assunzione di rame si rivela utile: le anemie ferro-resistenti, le difese immunitarie, il sistema nervoso centrale, cuore e arterie.
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editoriale
INCHIESTA
L'omeopatia dà i numeri
Raffaella Ferrari
raffaella.ferrari@tecnichenuove.com
ATTUALITÀ
Dalla Fofi, le priorità per una riforma ragionata
Una profonda fase di rinnovamento sta attraversando il mondo della farmacia. Il dialogo costruttivo con le Autorità è la strada scelta dalla Fofi per portare avanti un progetto di riforma organico e mirato.
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Devo ammettere che i sondaggi mi innervosiscono: a volte mi sembra che vogliano piegare la realtà alla logica dei numeri. E questo non è sempre un bene. I numeri possono allontanarci dal vero. È l'impressione che ho avuto leggendo le ultime statistiche relative allo stato di salute dell'omeopatia e delle medicine non convenzionali. Secondo un'indagine Doxa sul periodo 2004/2006, il numero di persone che utilizzano l'omeopatia è cresciuto molto, tanto che il 23% della popolazione preferisce affidarsi alle cure omeopatiche. Sono dati che stridono con quelli forniti da un'indagine Istat per l'anno 2005, in cui viene dichiarata una riduzione della richiesta di omeopatici pari al 10%. La terza indagine, condotta dall'Agenzia Regionale di Sanità della Regione Toscana, evidenzia che tra i medici di famiglia 1 su 4 utilizza terapie non convenzionali: agopuntura, chiropratica, fitoterapia, omeopatia; ed è in maggioranza favorevole all'istituzione di un corso universitario per queste materie. Questi numeri confondono, e d'altra parte le analisi di mercato sulle Mnc sono sempre complesse. Certo la riduzione del potere d'acquisto delle famiglie fa la sua parte. Ma forse non basta. Se leggiamo tra le righe, possiamo notare che una larga fetta della popolazione non conosce bene la medicina omeopatica; anche se il 50% degli intervistati si dice disposto a utilizzarla dietro consiglio del medico o
del farmacista di fiducia. La spiegazione è semplice, il rimedio omeopatico non ha bugiardino, non è pubblicizzato, e con quei nomi in latino sembra ai più un intruglio esotico per "pochi adepti". Come uscirne? Manca una regolamentazione chiara, il percorso formativo degli operatori è spesso improvvisato, o lasciato alla volontà del singolo; eppure, lo dimostra quanto è avvenuto in Toscana, quando esiste un'integrazione tra medicine complementari e Servizio Sanitario Regionale, il numero di utenti che fanno uso di prodotti omeopatici raddoppia. In attesa di un intervento risolutore a livello nazionale che si rende necessario credo che il farmacista possa farsi carico, debitamente formato anche durante il corso di studi obbligatori, dell'informazione al cittadino, quale garante di un sistema di cura integrato che si occupa dello stato di salute e del benessere della persona prima che della malattia. Bisogna ammettere che l'omeopatia, con la stessa dignità di altre scelte terapeutiche, rappresenta per molti una via complementare nel percorso di cura e non una medicina alternativa. Non viviamola solo come un business, rispettando la scelta di vita di otto milioni di persone. Possiamo amarla oppure denigrarla, ma non dobbiamo dimenticare che l'omeopatia è un'occasione di servizio per il farmacista che la sceglie.
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La vicenda del contributo fisso e obbligatorio all'Onaosi sembra giunta al capolinea. La sentenza 190 del 2007 della Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma che attribuisce al Consiglio dell'ente di stabilire l'ammontare del contributo. Chiarito ciò, i ricorsi presentati ai tribunali dagli Ordini professionali e dai singoli farmacisti si risolveranno, quasi certamente, a favore dei contribuenti. Tutti i risvolti di una questione che ha prodotto non poco scontento tra le fila dei professionisti sanitari
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Istituita nel 1874 per permettere ai figli bisognosi di medici e farmacisti deceduti di studiare e forse anche di sopravvivere in modo decoroso, l'Onaosi con l'avvento dello stato sociale perde parte della propria ragion d'essere e vede indebolite le motivazioni che le davano il «diritto» di richiedere cont r ibut i obbl igatori. Tanto che nel 1977 viene dichiarata ente da sopprimere. Da quell 'a n n o s i s u ss e g ue quindi una
serie di interventi parlamentari, della Corte Costituzionale e dei tribunali regionali sulla legittimità sia di determinare questi contributi da parte di Onaosi, sia dei contributi stessi. Le categorie sanitarie, primi fra tutti i farmacisti, si stanno da qualche anno organizzando per non pagarli più e per riavere indietro le som me g i à ve r sate.
Analizziamo dunque la situazione, in attesa della conversione in legge del decreto relativo a Onaosi (articolo 29) inserito nella Finanziaria 2007 e del responso del Tar del Lazio a un ricorso p r e sen tato dalla Federa z ione nel 20 03 c ont ro l'On ao si (RG 13627/20 03), avente per oggetto l'eccepita i l le g i t t i m i t à de l r e g ol a m e n t o d i r iscossione dei cont r ibut i adottato dalla fondazione e dei provvedimenti attuativi emanati dai ministeri.
Otc, il prezzo lo fa la farmacia
Il farmacista diventa imprenditore: occhi puntati su contrattazione e gestione economicofinanziaria. Senza dimenticare che la legge impone indicazioni chiare per il cliente. Il quale, però, non si sa quanti benefici trarrà dalla liberalizzazione.
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Farmacia News - novembre 2007
Corsi e ricorsi di un contributo controverso
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