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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XVI - n° 5 - maggio 2007 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano
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INTERVISTA AL FARMACISTA
COSMESI
FARMACOLOGIA
Una farmacia vicina alla gente
Marcella e Massimo Tili raccontano la loro esperienza di farmacisti a Erba (CO) con l'obiettivo fornire il miglior servizio ascoltando i bisogni delle persone.
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Tutti i segreti dello shampoo
Una formula cosmetica è il risultato di un complesso equilibrio tra vari componenti dalle caratteristiche assai differenti. Da conoscere per consigliare al meglio.
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Papilloma virus, arriva il vaccino
Le caratteristiche e gli studi clinici sul nuovo vaccino in commercio. Fornito dal SSN italiano alle dodicenni, è il primo che in grado di prevenire un tumore.
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editoriale
editoriale
INCHIESTA
NUTRIZIONE
Stanotte
Paolo Giovanni Vintani
Tempi moderni
Raffaella Ferrari
raffaella.ferrari@tecnichenuove.com
Stanotte ripenserò a quando il collega e amico Riccardo Legnani mi offrì di sostituirlo come direttore scientifico a Farmacia News. Stanotte ripenserò ai timori di apparire in prima pagina tutti i mesi. Stanotte rivivrò i silenzi di Giorgio Albonetti e la fiducia che mi diede nel lasciarmi libero di dire ciò che sentivo, giudicato dal più rigido dei giudici... me stesso. Stanotte mi verrà in mente Chiara Cominoli, le nostre telefonate concitate, le sue cortesi sollecitazioni per la consegna dell'editoriale, era bello pensare che le rotative fossero ferme in attesa delle mie parole: mi facevano pensare a un vecchio film... è la stampa bellezza, è la stampa! Stanotte sognerò il mio Comitato Scientifico, i cari amici e maestri di anni di professione da Piergiorgio Chierighin a Giancarlo Signore e a tutti gli altri. Ma soprattutto ripenserò alle parole del mio primo editoriale: volevo dare voce al quotidiano che mi giunge dietro il bancone della Farmacia dove io vivo, come vivete Voi. Che rivoluzioni sono avvenute in questi anni, quanti sogni sfumati, quante incertezze, quanti stimoli di riflessione.
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Cari colleghi, inizio con questo numero il mio incarico di direttore scientifico. Mi butto a capofitto in questa nuova avventura, con l'entusiasmo e la tenacia che mi contraddistinguono, senza nascondervi il timore che mi accompagna in questi giorni in cui mi accorgo della grande responsabilità che mi viene affidata. È un cammino in salita, perché al passaggio del testimone mi trovo tra le mani la delicata questione del "farmacista prescriber", dal cui esito dipende a mio avviso gran parte del futuro della nostra professione. Il dubbio amletico che assilla la categoria si riferisce alla possibilità per il farmacista di "prescrivere" farmaci senza ricetta medica, consigliandoli direttamente al cittadino soprattutto in casi di effettiva necessità. La sensazione è che sia necessario fare un po' di chiarezza sul ruolo del farmacista nel terzo millennio; è inutile nasconderci che la trasformazione della società richiede un'evoluzione della professione (come ci suggeriscono altri paesi europei, Regno Unito e Francia in primis).
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I clienti che domandano etici senza ricetta, il farmacista che dispone di un bagaglio terapeutico piuttosto ridotto, queste due situazioni prese insieme fanno ritenere a molti che una nuova regolamentazione sia necessaria. L'intervista a un farmacista che opera in Gran Bretagna chiarisce onori e oneri legati alla figura del prescriber
L
a scena è t ipic a: «Dot tore, m i d ia qualcosa per l'ascesso»; «Dottore, guardi il mio occhio, cosa posso prendere?», «Dottore, vorrei il farmaco xy che fa tanto bene al mio amico»... E il farmacista dispensa e consiglia, e non solo Otc e Sop, ma anche etici, per una sorta di imperativo deontologico e assumendosene tutte le responsabilità. Il perché questi pazienti si rechino direttamente in farmacia invece che dal proprio medico di base o al pronto soccorso lo sappiamo tutti: troppe code, difficoltà a spostarsi, pigrizia, spesso ignoranza. Ma anche un'incrollabile fiducia nel farmacista che, soprattutto nei piccoli centri, era e rimane il "signor dottore". Ma al "signor dottore", ci siamo domandati, questa situazione magmatica e illegale, e anche di rischio, va bene? Oppure, ben lungi dal volersi sostituire al medico, perché come sottolineato chiaramente all'inizio di questa inchiesta si tratterebbe sempre ed esclusivamente di intervenire in casi di effettiva necessità e urgenza, il farmacista vorrebbe veder regolamentata quella dispensazione nell'interesse sia della salute dei cittadino sia della propria coscienza e attività professionale? E, nella pratica, come si potrebbe agire?
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FITOTERAPIA
I rimedi naturali per l'acne
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Farmacia News - maggio 2007
Farmacisti e prescrittori, binomio possibile?
Energy drink, alzare il livello d'attenzione
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