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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XVI - n° 9 - ottobre 2007 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano - In caso di mancato recapito inviare al CMP Roserio per restituzione al mittente previo pagamento resi
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INTERVISTA AL FARMACISTA
CELIACHIA
FARMACOLOGIA
«Ho fiducia nella farmacia»
È ottimista Pietro Rossetto, 62 anni, titolare dell'Antica Farmacia alla Provvidenza di Motta di Livenza (TV). Suoi punti di forza: l'omeopatia e il rapporto con il cliente.
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Oggi parliamo di psiche
Quando si tratta l'intolleranza al glutine, si punta al ripristino delle funzionalità ottimali dell'organismo. Ma l'aspetto psicologico non è da sottovalutare.
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Farmaci e fegato, un rapporto difficile
Il danno epatico si presenta quasi sempre dopo la commercializzazione, da qui l'importanza delle segnalazioni di Adr. Intanto l'Emea "salva" la nimesulide.
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editoriale
INCHIESTA
L'iniquo balzello
Raffaella Ferrari
raffaella.ferrari@tecnichenuove.com
L'Opera Nazionale per l'Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani (Onaosi) è un ente senza scopo di lucro nata dall'idea di un medico di Forlì, tale Luigi Casati, nel 1874. La prima legge che obbliga i sanitari ad aderire all'Onaosi viene promulgata nel 1901 su iniziativa di un deputato perugino, Cesare Fani. Ne perdiamo le tracce fino agli anni Novanta quando un decreto legislativo ne determina la trasformazione da Ente Pubblico in Fondazione Privata. Nonostante la privatizzazione l'obbligo di sostentare l'Onaosi rimane in capo ai dipendenti della sanità pubblica. Nel dicembre 2002, con una mossa a sorpresa, viene inserito in Finanziaria un emendamento che estende l'obbligo della contribuzione a tutti i professionisti iscritti agli ordini dei Farmacisti, Medici Chirurghi, Odontoiatri e Veterinari. Gli ordini professionali non vengono neppure consultati. E qui cominciano i guai. Qualcuno inizia a notare che il giro non quadra: la determinazione del contributo e le modalità di riscossione sono affidate al consiglio di amministrazione dell'ente; viene modificato lo statuto in modo che si annulli l'obbligatorietà della condizione di bisogno e siano
accettati i figli di contribuenti viventi e abili. In poche parole il diritto alle prestazioni viene esteso anche a soggetti che non sono né orfani, né bisognosi e non hanno alcun bisogno di atti di solidarietà. Basta che paghino, verrebbe da pensare. E infatti, se facciamo due conti: l'Onaosi passa in un batter d'occhio da 130.000 contribuenti a 450.000, vale a dire che con la nuova legge 30 milioni di euro entrano ex abrupto nelle casse dell'ente. Dove finiranno questi i soldi? Le attività gratuite dell'ente sono decisamente limitate, mentre le attività patrimoniali sono in costante aumento; viene stimato un patrimonio immobiliare di 340 milioni di euro tra cui spicca la proprietà di una residenza per anziani, che offre soggiorni a un prezzo ridotto con gli standard di un hotel di lusso. Ci sfugge come un progetto del genere sia conforme alla missione originaria dell'ente. L'Onaosi diviene, a nostre spese, un ente che esercita un'attività commerciale in nome di un ideale. Siamo di fronte a una beffa tutta italiana, costretti al pagamento di un balzello che è iniquo non tiene conto neppure del reddito del contribuente e va a sommarsi ai contributi previdenziali (Inps, Enpaf) che già gravano sulle tasche del farmacista. Segue a pag. 2
ATTUALITÀ
La devoluzione ha portato le Regioni ad avere un ruolo preponderante nelle scelte sanitarie. In alcuni casi, come in Toscana, si sono stretti degli accordi con le farmacie che potrebbero essere un banco di prova per nuove forme di retribuzione dell'attività del farmacista e non solo. Un riepilogo di quello che sta accadendo nelle principali regioni italiane in termini di intese tra il Sistema sanitario e le farmacie
Parola d'ordine: cambiare. Ma come?
Mettere a fuoco le problematiche della professione dopo l'avvio delle liberalizzazioni e ricercare una possibile linea comune sul rinnovamento del sistema farmaceutico. Questi i temi all'ordine del giorno dell'incontro voluto da Fofi con le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali.
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A
stimolare questa nostra indagine sono stati gli accordi stipulati fra la regione Toscana e Urtofar: volevamo capire se e come nelle altre Regioni fossero stati programmati accordi tra le farmacie e le istituzioni sanitarie e presentarli ai nostri lettori. In queste pagine leggerete, dunque, i risultati della nostra inchiesta, condotta, per ovvie ragioni, a campione e non esaustiva, sufficiente ad avere un quadro delle differenze che si possono trovare in Italia. Lo scopo è come sempre quello di favorire il dialogo e di stimolare le Associazioni regionali a prendere quanto di meglio le "colleghe" hanno prodotto in fatto di miglioramento del servizio ai cittadini e della professionalità della farmacia stessa. Elementi che inevitabilmente vanno di pari passo.Innanzitutto abbiamo cercato di capire se ci fossero leggi o linee guida nazionali a cui attenersi. Non è stato facile, perché gli stessi organismi centrali ci hanno indirizzato alle varie regioni. L'unica legge nazionale, come probabilmente tutti i farmacisti sanno, r iguarda la dist r ibu zione del l'et ico Phc, la legge 405 del 2001, che prevede l'acquisto diretto presso le aziende di una serie di farmaci da parte delle Asl o Usl e la distribuzione attraverso dei distributori alle farmacie che vendono poi il prodotto "in nome e per conto" dell'azienda sanitaria locale.
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ATTUALITÀ
Riflessioni sul Codice deontologico
Redatto dal Consiglio nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini, il nuovo Codice dei farmacisti ripropone gli irrinunciabili valori, alla luce delle necessità della società moderna.
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Potete sfogliare questa rivista online all'indirizzo www.rivistedigitali.com/fn
Farmacia News - ottobre 2007
Accordi regionali in corso
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ILANO - 12 NOVEMBRE 2007 premio.galeno@tecnichenuove.com
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