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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XVII - n° 10 - novembre 2008 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano - In caso di mancato recapito inviare al CMP Roserio per restituzione al mittente previo pagamento resi
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NUOVO CORSO
CELIACHIA
In questo numero troverete le pagine dedicate ai moduli
ECM
editoriale
Quando la dieta non basta
INTERVISTA AL FARMACISTA
EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA
8 CREDITI ONLINE NEL 2008
· a pag 17 ·
Quando l'eliminazione degli alimenti a base di glutine non dà i miglioramenti attesi, ci si può trovare di fronte a una situazione molto rara: la celiachia refrattaria. Indispensabile avere una diagnosi corretta.
· a pag 30 ·
La farmacia del cuore
Riccardo Bezzo, titolare della Farmacia Sant'Anna di San Mauro Torinese, racconta i cambiamenti intercorsi nella gestione della sua attività e lo spirito alla base dell'iniziativa Farmacuore.
· a pag 12 ·
Una farmacia di qualità
Raffaella Ferrari
raffaella.ferrari@tecnichenuove.com
INCHIESTA
ATTUALITÀ
I
farmacisti devono offrire nuovi servizi al cittadino. Se ne è parlato a Firenze, a un convegno dove sono stati presentati i risultati di due ricerche che hanno evidenziato la volontà degli italiani di affidare al farmacista alcuni servizi fino a oggi svolti da altre strutture. Secondo un primo sondaggio, condotto su un campione di circa 6.000 persone, alla domanda "quali servizi vorrebbero trovare nella loro farmacia ideale", più della metà ha indicato le analisi del sangue, mentre un terzo degli intervistati vorrebbe prenotare in farmacia esami e visite specialistiche, trovare un infermiere per le iniezioni, ricevere un aiuto nelle piccole medicazioni di pronto soccorso. È interessante notare che l'area benessere, dall'esame della pelle fino ai trattamenti estetici, occupa le ultime posizioni nelle preferenze degli italiani, forse perché percepita più come bene di consumo che di prima necessità. A questi dati si aggiungono quelli presentati da un'indagine che ha preso in analisi l'offerta distributiva dei farmaci OTC e SOP sul territorio; secondo questo studio nell'ultimo anno il numero totale di punti vendita alternativi alle farmacie è cresciuto del 7,4% (molti corner GDO, ma soprattutto parafarmacie, in prevalenza al Sud) creando una situazione generale di maggiore competitività. Gli addetti ai lavori sono concordi nel riconoscere che è necessario dare alla farmacia una nuova veste, affermandola come principale garante del rapporto tra farmaco, cittadino e Servizio Sanitario. La farmacia dovrebbe sostituirsi, ove possibile, alle strutture ospedaliere costrette a selezionare le proprie prestazioni a favore dei casi più urgenti. Servizi utili come le iniezioni, le piccole medicazioni, l'assistenza domiciliare, le campagne
di prevenzione le ridarebbero la giusta dimensione, allontanando l'attenzione della gente dagli aspetti prettamente commerciali. Una seconda osservazione è legata alla stagnazione generale del Paese, in cui le famiglie si vedono costrette a modificare le dinamiche di acquisto a vantaggio del risparmio, e probabilmente scelgono punti vendita alternativi alla farmacia, perché attirate da prezzi più competitivi. Questi dati ci dicono che la gente vorrebbe continuare a venire in farmacia, ma cerca anche il prezzo migliore. Credo invece che per essere vincente, la farmacia del futuro dovrà essere un luogo dove il prezzo della "scatoletta" non sarà determinante nella scelta, ma faranno la differenza le prestazioni professionali che saprà offrire. Sarà una farmacia di qualità. Questo significa nuove relazioni e nuove regole: maggiore integrazione e collaborazione responsabile con i medici di famiglia e gli altri operatori della sanità, introduzione di nuove figure professionali che possano collaborare con i farmacisti in farmacia. Significa accordi attuativi con le Regioni, retribuzioni trasparenti, rinnovo della convenzione con un ruolo più forte della farmacia all'interno del SSN. Bisognerà investire in cultura: formazione e aggiornamento professionale saranno importantissimi, perché dovremo imparare cose nuove e cambierà il modo di fare il farmacista. Bisognerà investire in risorse strutturali per adattare la farmacia ai nuovi servizi: quante sono, oggi, quelle che possono permettersi spazi riservati per il CUP, le analisi, gli screening, i trattamenti estetici e mille altre cose? Sulla scia di facili entusiasmi rischiamo di dimenticarci che tutto ha un prezzo. Siamo veramente pronti? Mi auguro di sì.
In attesa che il 16 dicembre prossimo l'avvocato generale della Corte di Giustizia europea presenti le sue conclusioni sulle cause italiana e tedesca in merito al sistema farmacie, abbiamo voluto sentire la voce dei titolari su questo tema scottante. Con un accento particolare a come si è evoluto il modello di farmacia in Italia negli ultimi anni, infatti accanto al noto e sempre prevalente binomio farmacista-una farmacia, esistono ormai anche altre tipologie: farmacie in società, catene virtuali, gruppi d'acquisto...
C'
è grande at te s a t ra i farmacisti italiani per le parole che pronuncerà il prossimo 16 d icembre Yves Bot, l'avvocato generale della Corte di Giustizia europea incaricato di esprimere un p a ra r e s u l pr o c e d i me nto aperto nei confronti dell'Italia per la violazione degli obblighi derivanti dalle norme che regolano il libero movimento di capitali e la libertà di stabilimento tra i diversi Paesi dell'UE (artt. 43 e 56 del Tratta- to CE). La Corte di Giustizia europea, sulla base del documento redatto da Yves Bot, formulerà la sua sentenza. Se la Corte accerterà la violazione delle norme comunitarie, l'Italia sarà dichiarata inadempiente e dovrà adoperarsi per riparare al più presto l'illecito. Lo potrà fare in piena libertà e autonomia, senza condizionamenti esterni. Se non lo farà, nei suoi confronti verrà instaurato un nuovo giudizio per la violazione, questa volta dell'art. 228 del TCE che obbliga gli Stati membri a dare esecuzione alle sentenze della Corte. Un ulteriore ricorso della Commissione Europea alla Corte di Giustizia, comporterebbe una sanzione di carattere pecuniario e politico che avrebbe come esito ultimo ed estremo l'esclusione dello Stato inadempiente dalla politica economica comune. Cosa accadrà di fatto il 16 dicembre è difficile prevederlo anche perché l'Italia non è l'unico Paese coinvolto nella vicenda. Anche Germania, Spagna, Austria e Francia sono stati chiamati a rapporto dalla
Commissione Europea a causa delle norme interne che regolano il diritto di proprietà d e l l e f a r m a c i e. I n Italia, a rischio non è solo l'interesse particolare dei farmacisti titolari che potrebbero p e r de r e t u t t o d'un colpo i privilegi di cui hanno goduto per lungo tempo, ma anche il modello di farmacia sul quale il nostro Sistema Sanitario Nazionale ha contato sino a oggi. Cosa accadrebbe se le società di capitale potessero acquisire liberamente la proprietà delle farmacie senza vincoli se non quelli imposti dalle regole di mercato? Gli scenari possibili sono molti. Secondo alcuni, piuttosto preoccupanti per i farmacisti titolari, ma anche per i cittadini che verrebbero di fatto penalizzati dall'indebolimento della rete distributiva e dallo stravolgimento, che ne deriverebbe, del rapporto interpersonale tra farmacista e cliente. Quello che sino a oggi ha caratterizzato proprio il modello latino e sul quale si fonda l'idea della consulenza sanitaria svolta dal farmacista spesso senza alcun tornaconto economico. Al professionista che divenisse dipendente di una catena di farmacie gestite secondo meri interessi economici, rimarrebbe la libertà di operare secondo scienza e coscienza o finirebbe, suo malgrado, per doversi adeguare alle politiche aziendali? Anche i farmacisti titolari difendono i loro interessi economici, dicono alcuni, ma lo fanno con uno spirito diverso, rispondono altri.
· segue a pag 14 ·
· a pag 16 ·
FARMACOLOGIA Epilessia, come curarla
· a pag 32·
TERAPIE NON CONVENZIONALI Rimedi naturali contro la tosse
DISPOSITIVI MEDICI
Garantire la sicurezza ai consumatori
MARKETING
Pregi e difetti della vita in franchising
Il prossimo recepimento della direttiva europea 2007/47/CE permetterà di rivedere il contesto attuale del sistema di vigilanza in tema di dispositivi medici, in questo ambito fabbricanti, operatori e autorità competenti collaborano per garantire la sicurezza. Un dato positivo è che il numero di segnalazioni relative all'utilizzo dei dispositivi medici giunte nel corso del 2007 al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, autorità competente in materia, è in aumento rispetto agli anni precedenti. Un esame delle leggi di riferimento e delle modifiche in atto in termini di segnalazioni, schede e riferimenti regionali.
· a pag 44 ·
Cosa sono e soprattutto quali sono i pregi e i difetti che l'unione di farmacie compor ta? Per r ispondere a questa domanda, in considerazione che tali fenomeni sono ancora quasi tutti allo stato embr ionale (almeno canale farmacie), è necessar io far r iferimento a esper ienze di settor i paralleli che nel corso degli anni si sono consolidate nella distr ibuzione al dettaglio. Spuntare condizioni economiche vantaggiose e proporre ser vizi innovativi alla clientela, sono i due motivi principali che sospingono i farmacisti verso questa scelta. Che inevitabilmente compor ta un cambio di mentalità nella conduzione delle propr ie aziende.
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Farmacia News - novembre 2008
Il destino della proprietà, nelle mani dell'Europa
Supersconti ed equivalenti, nuove regole
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