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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XVII - n° 2 - febbraio 2008 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano - In caso di mancato recapito inviare al CMP Roserio per restituzione al mittente previo pagamento resi
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INTERVISTA AL FARMACISTA
Una farmacia fatta di persone
Giovanna Squeri, titolare della farmacia Dallavalle a Piacenza, con la sorella Camilla, prosegue l'impegno della mamma, la dottoressa Carolina Dallavalle, al servizio della clientela.
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La meningite, riconoscerla e sconfiggerla
Sintomi, diagnosi e chemioprofilassi di una patologia infettiva grave, ma curabile. Anche se, nella sua forma fulminante, si presenta con un'alta mortalità.
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FARMACOLOGIA
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ECM
EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA
20 CREDITI NEL 2008 ON LINE
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editoriale
INCHIESTA
Ok il prezzo è giusto
Raffaella Ferrari
raffaella.ferrari@tecnichenuove.com
A
ddio prezzo fisso, dal 1° gennaio 2008 a decidere il prezzo finale dei farmaci da banco ci pensa il farmacista. In linea con il processo di liberalizzazione il concetto di sconto è stato sostituito con quello di ricarico, secondo una logica prettamente commerciale in cui il farmacista si vede costretto a seg u i re u n percorso opposto a quel lo cu i era abit uato. Assist ia mo a l l'evolu zione del la f ig u ra del fa r macista imprend itore che com incia a rag iona re su l prez zo d'acqu isto c e r c a n do d i s t r a p p a r e a l for n itore la m ig l iore of fer ta e, solo dopo aver esa m i nato i cost i f issi d i gest ione, può decidere i l r ica r ico che g l i consent i rà d i generare utile. Tutti si chiedono se esiste una formula magica per calcolare il prezzo giusto: la nostra risposta è no. Sono state proposte diverse soluzioni: gestionali che permettono il calcolo automatico del prezzo, listini di riferimento, programmi di comparazione dati, bolle elettroniche che fanno «tutto da sole». Ci accompagna la spiacevole sensazione che tutti, proprio tutti, dagli esperti di marketing, alle software-house, persino le aziende e i cugini grossisti, siano convinti che il farmacista non sappia fare un listino. Questi signori ci dicono che per fare un prezzo non bastano la matematica e i prezzi di riferimento, ma si devono considerare altri parametri tra cui lo spazio espositivo, la tipologia di clientela, l'assortimento prodotti, la customer satisfaction.
Ci raccomandano di tenere d'occhio la concorrenza, per capire come lavorano e si pongono le farmacie e le parafarmacie vicine. La materia è tradizionalmente indigesta al farmacista, che ha sempre privilegiato altri aspetti della professione, ma a difesa della categoria devo ammettere che nessuno ci ha mai fornito gli strumenti per gestire una corretta politica del prezzo. L'eliminazione del prezzo fisso è una novità pesante per il farmacista, ma anche per il cliente, che di fatto è stato abituato a prezzi uguali in tutte le farmacie e potrebbe trovarsi spiazzato. I farmaci da banco sono una piccola quota di mercato (8/12%), ma se analizziamo a fondo i fatturati e prendiamo in considerazione tutti i prodotti di libera vendita, arriviamo in alcuni casi alla metà del fatturato totale. Non è poco. Sui grandi numeri quanto inciderà il potere d'acquisto? Dovremo porre attenzione, nei mesi che verranno, alle politiche commerciali delle aziende (giocheranno al rialzo?), parafarmaco compreso. È inevitabile che qualcosa cambierà, a favore di una contrattazione esasperata, perché un punto in più di utile a fine anno farà la differenza. Conoscere le dinamiche del mercato ci consentirà di comprare meglio e di selezionare l'assortimento dei prodotti da tenere in farmacia. Ma vi prego, evitiamo svendite, promozioni 3x2 e guerre all'ultima pillola tra colleghi. Vendiamo salute, non caramelle.
La novità dei prezzi liberi per Sop e Otc è arrivata in sordina. Come se non si volesse vedere quello che stava accadendo sotto gli occhi di tutti. Sebbene l'atteggiamento mentale più corretto da tenere in questa situazione non si acquisisce in pochi giorni, ci sono i tempi e i modi per superare le difficoltà senza creare forti squilibri alla propria impresa. Qualche aiuto arriva dall'informatica e dai grossisti e, con il tempo, il pricing e l'analisi dei concorrenti non saranno più concetti astratti
P
rezzi liberi sui farmaci da banco, siamo al dunque. Dal 1° gennaio infatti il listino al pubblico di Sop e Otc non lo decide più l'azienda, ma il farmacista. Che dovrà imparare velocemente le tecniche di pricing e marketing, se già non le conosce. Ne va del futuro della sua impresa. Non tutti infatti sono preparati a questa "rivoluzione copernicana" dei prezzi, che comporta il passaggio da una logica di sconto a una di margine e ricarico. I farmacisti spesso non conoscono le logiche commerciali, abituati come sono a cent'anni di protezionismo sui prezzi dei medicinali. In certi casi ignorano perfino la differenza tra sconto e ricarico e non sanno calcolare il margine. Eppure sono titolari di un punto vendita che, con tutti i dovuti distinguo, è a carattere commerciale. Il canale farmacie finora è stato e resta tuttora il più protetto. Ma le cose stanno cambiando. E il rischio, entrando in regime di concorrenza e libero mercato, è alto: o ci si adegua alle nuove regole, o si rischia molto. Ne abbiamo parlato con un docente di Economia "informato sui fatti" e con gli attori maggiormente coinvolti nel processo, oltre ai farmacisti: grossisti e software house. Al di là delle paure di margini erosi, prezzi fuori controllo e crisi di nervi, ecco un quadro della situazione, alcune previsioni sull'andamento del mercato futuro e qualche consiglio su come gestire un cambiamento che per il settore si presenta epocale. Per cominciare abbiamo cercato di capire, a meno di un mese dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni, come si stanno muovendo i farmacisti. La sensazione è che, almeno per ora, il riferimento resti sostanzialmente quello dei prezzi al 31 dicembre. Come ci spiega il dottor Umberto Molinari della farmacia Molinari di Vanzaghello, piccolo centro in provincia di Milano. «Per ora ho deciso di tenere i prezzi esattamente a livello dello scorso anno. Ho acquistato mol-
to verso fine anno poiché prevedevo un aumento da parte delle aziende produttrici. Dal vecchio prezzo al pubblico sconto il 10% su tutti gli Otc e ho una lunga lista di farmaci (scelti tra i "numeri 1") con offerte al 20%. Rimango aggressivo anche perché, sul totale del mio fatturato, l'incidenza dei farmaci da banco è bassa e non mi comporta rischi di fallimento. La mia software house tra poco uscirà con un aggiornamento mediante il quale utilizzerò un listino da grossista per poi applicare un ricarico medio, svincolando da tale listino gli acquisti diretti». «Tenere sostanzialmente come r ifer imento i prezzi del 31 dicembre per i primi mesi potrebbe essere una metodologia empirica corretta», dice Daniele Fornari, professore ordinario di Marketing Internazionale presso la Facoltà di Economia dell'Università di Parma e ricercatore presso il Cermes-Università Bocconi, che ultimamente si è occupato molto del canale farmacia. «Bisogna però vedere cosa succederà tra sei mesi: ho la sensazione che, cambiando il quadro di riferimento, sotto il profilo della struttura dei costi e della competizione, qualche conto in più i farmacisti dovranno farlo. E questo implica il vero, grande problema che il settore dovrà affrontare: quello di operare un salto culturale. Determinare un prezzo non è un fatto puramente tecnico, ma obbliga a cambiare approccio e mentalità. Certo, non si cambia in cinque minuti un modo di vedere e operare sedimentato da anni. Ma non c'è alternativa, il mondo è cambiato anche per i farmacisti come per la maggior parte delle categorie sociali ed economiche. L'impatto della legge Bersani prima versione è stato minimo. I farmaci da banco per la gran parte delle farmacie rappresentano una quota molto piccola del mercato, che raramente supera il 10%. E comunque gli ipermercati hanno strappato quote non particolarmente rilevanti».
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ATTUALITÀ
Farmacisti e grossisti? Si può, ma...
Con le ultime revisioni apportate al Codice del Farmaco per i farmacisti si profila un ruolo nuovo nella distribuzione. La professoressa Paola Minghetti e l'avvocato Sonia Selletti di Milano definiscono i limiti in cui è possibile operare.
· a pag 16·
LABORATORIO
Nuovi sciroppi, soluzioni ad hoc
Gli sciroppi stanno occupando nuovi spazi di mercato. Particolarmente versatili in campo farmaceutico, sono sempre più utilizzati nell'ambito del benessere.
· a pag 22 ·
CELIACHIA
Un'intolleranza antica e diffusa
Di norma, gli storici della medicina sono costretti a un gran lavoro per trovare indizi che riportino la presenza di una malattia già nell'antichità, analizzando, per esempio, antichi papiri egizi come quello di Ebers (1550 a.C.) in cui viene decritta una condizione simile al diabete. Tuttavia, questa ricerca si riduce certamente se ci si occupa di celiachia: se non proprio l'anno esatto, si conoscono sia il luogo sia il periodo in cui questa intolleranza genetica è comparsa.
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Attività terapeutica della centella
Centella asiatica L. (Urb) è una pianta erbacea perenne conosciuta e utilizzata fin dall'antichità. La sua azione nel migliorare il trofismo cellulare e favorire lo sviluppo del tessuto connettivo giustifica l'attività cicatrizzante. Studi approfonditi non mancano anche sul suo utilizzo in preparati cosmetici, in particolare nel trattamento della cellulite.
· a pag 34 ·
FITOTERAPIA
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Farmacia News - febbraio 2008
Una mattina mi son svegliato...
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