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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XVII - n° 9 - ottobre 2008 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano - In caso di mancato recapito inviare al CMP Roserio per restituzione al mittente previo pagamento resi
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NUOVO CORSO
LABORATORIO
In questo numero troverete le pagine dedicate ai moduli
ECM
editoriale
Un integratore per le complicanze del diabete
Il controllo della glicemia è la terapia principale del diabete, ma per le complicanze a occhi e nervi è utile una terapia di supporto a base d'integratori nutrizionali.
· a pag 54 ·
INTERVISTA AL FARMACISTA
Cresciuta tra i bisogni della gente
EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA
8 CREDITI ONLINE NEL 2008
· a pag 21 ·
La storia della Farmacia De Rosa, di Giugliano in Campania, raccontata dal dottor Russo, figlio della farmacista che ha dato il nome e il proprio stile all'impresa di famiglia.
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Farmacie in franchising?
Raffaella Ferrari
raffaella.ferrari@tecnichenuove.com
INCHIESTA
FARMACOLOGIA
L
a disciplina nazionale per l'acquisto del "bene farmacia" risale al secolo scorso. Ripercorrendone l'evoluzione scopriamo che inizialmente la riforma Crispi identificava la farmacia come un bene patrimoniale privato, liberamente trasferibile anche a non farmacisti; e a differenza del sistema odierno riconosceva come unico vincolo la direzione della farmacia da parte di un farmacista. Solo nel Novecento si afferma il principio corrente secondo cui l'assistenza farmaceutica alla popolazione è un'attività primaria dello Stato, che la esercita attraverso gli enti locali oppure delega a privati mediante concessione governativa ad personam. L'ultimo intervento legislativo in ordine di tempo è rappresentato dalla riforma Bersani che nonostante si collochi in un contesto di liberalizzazione, non elimina il principio cardine del diritto di proprietà, ribadendo che possono acquistare una farmacia soltanto farmacisti abilitati all'esercizio della professione. Ma Bersani, in linea con la tendenza europea, introduce un paio di novità sostanziali: il farmacista può essere titolare di più farmacie, associarsi per gestire più esercizi e non è più tenuto a rispettare il confine territoriale di residenza e iscrizione all'Ordine per esercitare la propria attività. L'affaire farmacia resta dunque in mano ai farmacisti e continua a essere off-limits per società
di capitali, aziende farmaceutiche e distributori intermedi. Quello che ne segue è storia nota. A causa delle restrizioni sulle norme che vincolano la proprietà della farmacia, l'UE ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia europea: il procedimento di infrazione si concluderà entro l'anno. Possiamo scommettere che la sentenza definitiva, comunque andrà, farà discutere. Personalmente tifo Italia, perché credo che la farmacia sia un servizio con forte valenza sociale dove le persone fanno ancora la differenza. La gente entra in farmacia perché cerca un professionista: non riesco a immaginare farmacie in franchising e non sono convinta che basti un marchio "pigliatutto" per essere vincenti. Abbiamo assistito negli ultimi mesi al proliferare di associazioni di farmacie, alcune nascono come network altre come gruppi di acquisto, ma non sono altro che l'embrione della farmacia a marchio. Non possiamo fingere che non esistano, sono già una realtà. Le farmacie branded spingeranno la clientela verso un consumo generalista o rilanceranno il mercato? Le "piccole" farmacie indipendenti potranno soccombere di fronte alle multinazionali della salute e alle loro risorse finanziarie, oggi competono tra loro attraverso una concorrenza leale che non si basa solo su dinamiche commerciali. Il nostro destino è nelle mani dell'Europa. Come finirà? Non sempre vince chi ha ragione.
Gli amministratori pubblici sono convinti che la distribuzione diretta dei farmaci da parte di ASL e ospedali sia un'occasione di risparmio per il SSN, invece si trasforma in un vero disagio per i cittadini. Senza contare che gli effettivi vantaggi economici non sono quantificabili in modo trasparente. Il parere di esperti della questione e di Federfarma su un tema che incide sulla qualità del lavoro quotidiano in farmacia
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DISPOSITIVI MEDICI
La giungla dei dispositivi medici
L
a distribuzione diretta dei farmaci in Italia è stata introdotta dall'art. 8 della legge 405 del 16 novembre 2001 che ha permesso alle Regioni e alle Province Autonome di erogare ai cittadini i medicinali elencati nel prontuario PHT (determinazione AIFA del 29 ottobre 2004). Una misura nata per ridurre la spesa farmaceutica e adottata progressivamente in tutto il Paese, seppur in tempi e modi diversi. È tornata alla ribalta la scorsa estate, dopo che la Re-
gione Lazio ha rescisso unilateralmente con effetto immediato l'accordo stipulato pochi mesi prima con Federfarma Lazio e Confservizi Lazio, e in vigore solo da alcune settimane, per la distribuzione dei presidi destinati ai diabetici tramite le farmacie aperte al pubblico. Un provvedimento che ha costretto i pazienti a recarsi di nuovo presso i centri delle ASL, con gravi disagi per molti. Gli stessi denunciati da Cittadinanzattiva nel rapporto PiT Salute 2007.
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Dalle medicazioni ai collutori, dai test di gravidanza ai termometri, dagli apparecchi per l'aerosol ai cateteri e ai pannoloni, l'elenco dei dispositivi medici venduti in farmacia è lungo. Non sempre però la legislazione che regolamenta questo ambito è chiara e soprattutto è molto importante conoscere definizioni, finalità diagnostiche e terapeutiche, nonché il corretto funzionamento del prodotto.
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Farmacia News - ottobre 2008
La farmacia al servizio del SSN
Enfuvirtide nel trattamento dell'HIV
La terapia antiretrovirale è notevolmente cambiata in questi ultimi anni. I continui progressi nella ricerca hanno portato a una riqualificazione degli obiettivi da raggiungere con il trattamento e delle strategie terapeutiche per ottenerli. Tra le novità la nuova molecola enfuvirtide. Dall'efficacia buona, ma da usare con un'attenta valutazione della situazione del paziente.
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