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ISSN 1590-3699 - Mensile - Anno XVIII - n° 9 - ottobre 2009 - Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Milano
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In questo numero troverete le pagine dedicate ai moduli
INTERVISTA AL FARMACISTA
ECM
editoriale
Farmacia olistica
EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA
22 CREDITI ONLINE NEL 2009
· a pag 29 ·
Gabriele Carcano, titolare a Fiuggi, propone una farmacia in cui si possa trovare tutto ciò che serve all'equilibrio mente-corpo ed energia nella ricerca della salute.
· a pag 12 ·
Immunità, stimoliamola con le piante
Le piante medicinali sono in grado di aumentare l'efficienza del sistema immunitario. Una rassegna di quelle più promettenti e del loro meccanismo d'azione.
· a pag 42 ·
FITOTERAPIA
Lo strano caso della tariffa vintage
Raffaella Ferrari
raffaella.ferrari@tecnichenuove.com
INCHIESTA
NORMATIVA
L
a tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali nasce con regio decreto nel 1934 (art. 125 del TULS) allo scopo di determinare un prezzo unico per tutti i medicinali sul territorio nazionale; subisce modifiche e integrazioni successive negli anni, che la portano a essere ancora oggi il testo di riferimento per la tariffazione di quei preparati (magistrali e officinali) che si allestiscono nel laboratorio della farmacia. L'ultima revisione della tariffa risale al 1993: una tariffa datata, senza dubbio. Ma ci sembra ancora più strano che nessuno, in questi anni, si sia scandalizzato dell'inadempienza del Governo chiedendo conto di 16 anni di ritardo, nonostante lo stesso TULS ne fissasse la revisione ogni due anni; nonostante, correva l'anno 1964, la XIV Commissione igiene e sanità pubblica manifestasse preoccupazione sulla necessità di rinnovare la tariffa almeno ogni due anni a causa delle fluttuazioni dei costi di produzione, e con ogni revisione della Farmacopea, in modo che fosse «comprensiva anche di quelle nuove voci terapeutiche che sono entrate a far parte di un irrinunciabile prassi farmacologica». Il problema fu sollevato dalla Federazione degli Ordini nel 2006, post Bersani, con la richiesta di abrogazione della tariffa: il ministero della Salute espresse parere negativo, sostenendo che «la tariffa nazionale non regola soltanto l'importo degli onorari professionali che competono al farmacista, ma determina anche il prezzo di vendita dei medicinali al pubblico assicurando un livello
di prezzo uniforme e controllato sull'intero territorio nazionale». Discorso chiuso, peccato che la tariffa continui a non essere aggiornata, contro gli interessi dei farmacisti e degli stessi consumatori. Infatti, un terzo delle sostanze elencate in tariffa non è di uso comune nelle pratica galenica da decenni e il prezzo di riferimento è in molti casi più basso rispetto a quello di acquisto, mentre la retribuzione lorda per un farmacista primo livello rimane invariata a 450 lire al minuto! Altri esempi? Una sospensione ci fa guadagnare 3,49 , percepiamo poco più di una decina di euro per la preparazione di sessanta compresse, comprensivi di scatola, carta, blister o sacchetto, l'allestimento di una fiala sterile viene monetizzato in 0,207 . La verità è che continuiamo a fare galenica, perché ci piace e ci gratifica, ma credo che nessuno di noi abbia mai veramente calcolato i costi aggiuntivi di una preparazione, dal costo del contenitore fino a quelli dei corsi di formazione specialistica, alla gestione dei supporti informatici cui dobbiamo necessariamente affidarci per gestire tutta la burocrazia che ci viene richiesta dalle NBP. In un periodo in cui tanto ci viene tolto, non possiamo dimenticare un'attività altamente qualificante per la nostra professione, perché i pochi che continuano a praticarla sono retribuiti in misura insufficiente e finiranno per scegliere altre strade. L'alternativa è una proposta concreta: se una tariffa datata non ha senso di esistere, meglio che sia abrogata.
· a pag 16 ·
Q
L'influenza A/H1N1 incombe e le notizie diffuse da più parti non sono sempre rassicuranti. In questo caos mediatico, il farmacista si trova in prima linea a fronteggiare bisogni e paure dei cittadini. Ecco i consigli di esperti e studiosi su come fronteggiare questa emergenza sanitaria
90 anni di distanza da quel terribile evento e a poco più di quaranta dall'ultima pandemia del 1968, è ancora troppo presto per tirare un bilancio. E non solo perché Lagrange prevede altri due picchi della malattia, uno nei primi dieci giorni del prossimo febbraio e l'altro nella seconda decade di aprile 2010, ma anche perché sono proprio i virologi, cioè gli stessi esperti preposti allo studio di questo fenomeno, ad aspettarseli, seppur in date imprecisate.
COSMESI
L'uva e il vino per la cura della pelle
· a pag 20 ·
uando Kevin Lagrange, noto astrologo francese, preannunciò con largo anticipo che nel novembre del 2009 ci sarebbe stata una pandemia simile alla Spagnola del 1918, nessuno se ne curò. Poco male, dirà qualcuno, visto che contro le pandemie sembra esserci davvero ben poco da fare, almeno così insegna la storia. Quella del 1918 lasciò un segno indelebile nella memoria. Su quella che stiamo vivendo oggi, invece, a oltre
NUTRIZIONE
Le scelte alimentari in caso di diabete
· a pag 24 ·
FARMACOLOGIA
La sindrome dell'ovaio policistico
· a pag 38 ·
DISPOSITIVI MEDICI
Aghi e siringhe, pungere in sicurezza
· a pag 46 ·
· segue a pag 10 ·
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Farmacia News - ottobre 2009
Contro la nuova influenza, il decalogo per il farmacista
I controlli e le formalità nella gestione dei medicinali veterinari
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