| L'intervista
Incontro con Alessandro Fiocchi
llergie respiratorie infantili. Un argomento vasto, che coinvolge il pediatra, nella cura dei suoi assistiti, nel seguire l'evoluzione di un quadro asmatico, nel tentativo non solo di controllare la sintomatologia ma di prevenire, o almeno limitare, i danni all'apparato respiratorio in crescita. Danni le cui ripercussioni si faranno poi sentire nel corso della vita futura. Una s da, quella di far arrivare il bambino asmatico all'età adulta con la funzione respiratoria migliore possibile, presa in carico dagli esperti di allergologia infantile. Con alcune novità dell'ultimo anno, come racconta Alessandro Fiocchi, direttore della Divisione di Pediatria dell'Ospedale Macedonio Melloni di Milano.
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Asma infantile Intercettare i bimbi allergici
Nuove linee guida, più semplici da utilizzare nella pratica clinica quotidiana, disillusioni in ambito terapeutico, speranze più concrete collegate all'immunoterapia specifica e alla profilassi ambientale: l'ultimo anno ha portato alcune novità nella gestione di questa malattia
di Valeria Confalonieri
Quali sono le nuove indicazioni nei confronti della gestione dell'asma infantile? Quali le linee guida da adottare nell'ambulatorio pediatrico di fronte a bambini con malattie respir atorie allergiche? C'è stata una rivoluzione nell'approccio all'asma infantile. L'edizione 2006 delle linee guida ha portato a una nuova classi cazione, che invece di essere basata sulla gravità della malattia viene basata sul controllo della stessa. Restano tuttora i quattro stadi di malattia, ma cambia il loro utilizzo e viene sempli cata la gestione del paziente. Le nuove linee guida si chiamano GINA, sigla che indica Global Initiative on Asthma, e sono una promanazione dell'Organizzazione mondiale della Sanità. In base alle vecchie linee guida, l'asma del bambino veniva giudicato sulla base della sua frequenza: intermittente, e quindi con necessità solo saltuaria
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di un broncodilatatore; lieve persistente; moderato persistente; grave persistente. I quattro stadi di malattia accennati prima dunque, differenziati a seconda del numero degli episodi, della gravità, del danno sulla vita del bambino eccetera. Questa classi cazione resta valida, ma con le nuove linee guida non viene più raccomandato di usarla nella pratica clinica giornaliera ma di utilizzarla soltanto per gli studi di ricerca. Per la pratica clinica giornaliera si è infatti valutato più utile promuovere direttamente il controllo come mezzo di riferimento. Prima si diceva: ogni tre mesi il pediatra rivede questi bambini e se stanno bene, sulla base di una griglia di domande, cambia il loro stadio di malattia (da moderato può diventare lieve persistente o da lieve persistente può passare a intermittente e così via) e viene di conseguenza regolata la terapia. Oggi, con le nuove linee guida, questo pannello di domande assume un ruolo da protagonista e le risposte, non più lo stadio di malattia, diventano lo strumento per decidere l'approccio terapeutico da seguire. Si tratta di domande molto semplici che, pur non ancora validate (come sottolineato dalle stesse linee guida), vengono proposte ai pediatri come mezzo per guidare i loro comportamenti nel seguire il bambino con malattia respiratoria asmatica.
la novità portata dalle linee guida è il tentativo è di renderle più semplici da utilizzare nella pratica clinica quotidiana.
Quindi la classificazione di a g no s t i c a r i m a n e l a stessa , quello che cambia è l'approccio... Sì. Il pediatra che non è esperto in asma non dovrà più classi care lo stadio di malattia del suo paziente, valutando se è di fronte a un asma moderato, grave o altro, e adattare poi la terapia su questo. Potrà semplicemente vedere se l'asma del bambino è controllato o no: se non è controllato è indicato uno schema di terapia standard, mentre se è ben controllato è indicato come diminuire questa terapia. S i t r a t t a di l i n e e g u i d a a l i v e l l o internazionale, collegate come diceva all'Organizz azione mondiale della S anità . Vi sono adattamenti specifici per i diversi contesti geogr afici, per esempio per l' Italia? Le indicazioni sono a livello mondiale. Vi possono essere poi modi che legate al contesto ove si vanno ad applicare. In Italia questa modi ca è stata fatta propria dall'Organizzazione italiana delle linee guida, che nella riunione dello scorso marzo ha adottato le nuove linee con alcune sottolineature legate al contesto nazionale. L'Italia è un Paese ad alto sviluppo, quindi le indicazioni, per esempio per il controllo della malattia, possono essere date con farmaci superiori in termini di qualità ma anche costosi. Un altro esempio di indicazione fornita in Italia, che nelle linee guida mondiali non era così esplicita, è che si può (non si deve ancora, ma si può) anche utilizzare i marker dell'esalato in ammatorio per il controllo della malattia, quindi l'ossido nitrico. Sono in pratica adattamenti che ri ettono la condizione socioeconomica del Paese.
Chi è Alessandro Fiocchi
Nato a Cassano d'Adda (Mi) nel 1956, si è laureato in Medicina e chirurgia presso l'Università di Milano nel 1980. Specializzato in Pediatria nel 1983, in Allergologia nel 1988 e in Malattie dell'apparato respiratorio nel 1992, è specialista in Neonatologia e Patologia neonatale dal 1994. Tra il 1980 e il 2000 ha collaborato con il professor Marcello Giovannini e la professoressa Enrica Riva allo sviluppo della Clinica pediatrica dell'Università di Milano presso l'Ospedale San Paolo. Dal 2000 dirige la U.O. di Pediatria presso l'Ospedale Macedonio Melloni di Milano ed è direttore del Dipartimento maternoinfantile della Azienda ospedaliera Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano. Unico non americano in posizione analoga, guida il Committee on Food Allergy dell'American College of Allergy Asthma and Immunology. È professore a contratto a titolo gratuito presso la Scuola di specializzazione in Pediatria III dell'Università di Milano e presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale - sezione lombarda. Autore di 190 pubblicazioni a stampa, è membro della Commissione allergie del Ministero della Salute, dell'International Committee of the American College of Allergy, Asthma, and Immunology, dell'Editorial board delle riviste "Annals of Allergy Asthma and Immunology" e "Allergy".
Un pannello di domande i n a t t e s a di v a l i d a z io n e dunque. In quanto tempo viene prevista la conferma d e l l a v a l i d i t à d i qu e s t o questionario? Naturalmente appena sono state promulgate le nuove linee guida sono anche partiti i lavori di validazione delle domande, e qualcosa è già stato pubblicato. Ci vorrà comunque un anno e mezzo, due anni circa per completare i lavori di validazione. In ogni caso,
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