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Mensile - Anno I - N°1 - settembre 2007 - Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano
investimenti
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gestione
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prodotti
Estero In una Parigi periurbana, splendidi esempi di diversificazione
Pag. 12 iL PERChé di UN'iNiziativa
Impresa modello
Nel cuore dell'Italia, la lana, i colori e la vita al ritmo di un'antica campana
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Assicurazioni Pubblico e privato nella co-gestione dei rischi agricoli
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ApprovAti dAl ComitAto Sviluppo rurAle dellA CommiSSione europeA i primi progrAmmi
Il giornale per un'agricoltura che cambia
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l vecchio contadino appartiene al passato. viva il nuovo contadino che si traforma in un imprenditore. Non rinnegando i valori di una tradizione millenaria in cui ha radici, ma facendo propri i concetti di una moderna imprenditoria agricola che deve fare i conti con la sostenibilità ambientale e con l'esigenza di fare profitto. Perché queste sono le sfide dell'agricoltura di domani. Per stare al passo con in tempi, il nuovo imprenditore deve adottare i criteri di un'impresa di successo, aggiornandosi, vagliando opportunità di business non ancora esplorate, allargando il proprio orizzonte. Nasce la nuova agricoltura e con essa cambia l'informazione. Per questa realtà in evoluzione abbiamo pensato a un giornale, che si aggiunge a Macchine Agricole e VQ, Vite, Vino e Qualità, pubblicati da Tecniche Nuove, che accompagni la nuova generazione di imprenditori agricoli nelle sfide del futuro. Un "occhio nuovo" sull'agricoltura che cambia, che vada alla radice delle notizie, le analizzi, le semplifichi, ne tragga nozioni pratiche, esplori, anticipi le tendenze. Per questo Imprese Agricole è fatto per tutti coloro che credono nella nuova agricoltura e che vedono nell'Europa dai confini allargati, nella multifunzionalità, nella tutela del territorio, nelle tanto discusse energie rinnovabili, una concreta opportunità di crescita economica. Per questo puntiamo, attraverso un'informazione aggiornata, puntuale, attenta, basata su idee, spunti e tendenze applicabili alle diverse realtà aziendali, grandi o piccole che siano, a trasmettere con questo nuovo strumento quel concetto di cultura d'impresa che è alla base di ogni successo. In agricoltura e altrove.
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Al via i PSR 2007-2013
Approvati nei mesi estivi dal Comitato Sviluppo Rurale della Commissione Europea, i PSR presentati dalla Provincia Autonoma di Bolzano e dalla Regione Emilia Romagna. Si tratta dei primi Piani relativi alla Programmazione per i prossimi sette anni ad essere passati al vaglio della Commissione Europea. Potranno contare su un contributo pari a 312milioni di euro per quanto o stato di avanzamento riguarda la Provincia della programmazione di Bolzano e 934milioni per lo Sviluppo Rurale per la Regione Emilia 2007-2013, vede tutte le Romagna. Regioni italiane giunte alla
il Comitato Sviluppo rurale della Commissione europea, ha approvato il programma italiano con cui si istituisce una rete rurale nazionale per il periodo 2007- 203. la rete, che si basa sul regolamento (Ce) n. 698/05 costituisce un suppor to all'attuazione delle politiche di Sviluppo rurale andando a ricoprire un impor tante ruolo di collegamento tra tutti gli Stati membri e l'analoga struttura istituita a livello comunitario (rete europea). il fine è quello di organizzare scambi di esperienze, conoscere e dif fondere i risultati delle nuove politiche di sviluppo rurale, organizzare programmi di formazione, e infine, la dif fusione delle buone prassi. la dotazione finanziaria della rete rurale nazionale italiana, ammonta a 83milioni di euro circa, comprensivi della quota comunitaria, pari a circa 4.5milioni di euro e di quella nazionale. la rete comprenderà i rappresentanti delle principali organizzazioni e amministrazioni che lavorano nell'ambito dello sviluppo rurale a livello nazionale, regionale e locale e si concretizzerà in una struttura centrale di coordinamento e una serie di postazioni regionali.
uno sguardo sulla rete rurale italiana per lo stesso periodo
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fase di avvio del negoziato. Per nove Regioni, si è conclusa la fase di consultazione interna, con le relative osservazioni
da parte della Commissione Europea. Per sei delle nove, è già stata avviata la fase di invio del Programma contenente le modifiche richieste dalla Commissione europea, ed infine, per due Regioni è giunta l'approvazione del programma da parte del
Comitato Sviluppo Rurale della Commissione Europea.
Una questione europea
Le zone rurali rappresentano, nei 27 stati membri dell'Unione Europea, il 90% del territorio. Su questa ingente porzione, vive il 60%
inChieStA: imprenditoriA giovAnile
energiA dA biomASSe
l'idea è vincente!
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iovani, dinamici, istruiti e soprattutto orientati al futuro, alla nuova agricoltura di respiro europeo ed extraeuropeo. Questo il punto di partenza del mondo agricolo italiano. Se le buone idee non mancano, le risorse territoriali nemmeno, il problema rimane spesso quello dei mezzi per tradurle in fatti. È indispensabile informarsi e immergersi in apnea nel mare di leggi che se ben sfruttate possono tradursi in grandi opportunità. Un' inchiesta che si pone come bussola e strumento per quanti, imprenditori, si affacciano ex novo al mondo agricolo o vogliono reinventare l'attività di famiglia. Suddivisa nelle tre macroaree nord, centro e sud Italia, l'indagine cerca di fornire un panorama il più ampio possibile, delle opportunità offerte a livello territoriale e comunitario. L'utilizzo degli strumenti informatici, è considerato fondamentale e prezioso, per questo vengono individuate e fornite al lettore le coordinate per districarsi agevolmente nel labirinto della rete multimediale.
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Biomasse, è il momento per partire
Con il termine biomassa possiamo genericamente indicare materiale, vegetale o animale, di origine organica. è poi possibile, restringendo il campo all'ambito vegetale, distinguere biomassa derivante da colture arboree ed erbacee dedicate, e prodotti di scarto derivanti da svariate attività di tipo agricolo-forestale e industriale. La possibilità di sfruttare risorse energetiche alternative a quelle fossili, si pone sempre di più come punto chiave per uno sviluppo sostenibile della società. è di primaria importanza, sottolineare che una fonte rinnovabile, risulta essere veramente competitiva nel momento in cui viene utilizzata in modo sostenibile, in sintonia con le caratteristiche locali e del territorio. Nello specifico, il panorama italiano, vede primeggiare quale maggiore risorsa le biomasse legnose. Intendiamo per biomasse legnose, quelle principalmente composte da lignina e cellulosa, che possono provenire dal settore forestale, come per esempio i residui delle utilizzazioni boschive; oppure materiale proveniente dalle industrie di trasformazione del legno, quali gli scarti di potatura e le produzioni di colture legnose dedicate (Short Rotation Forestry). Le potenzialità di sviluppo sono molto interessanti; ricerca, meccanizzazione e organizzazione non mancano. Oggi a disposizione anche esperienza e informazioni. Non resta che cogliere l'opportunità.
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eSpropri
Utilità pubblica...lesione privata
L'Editore
l'espropriazione, un provvedimento emanato dalla pubblica amministrazione in vir tù del potere di cui è dotata, ha come conseguenza il trasferimento coattivo della titolarità di un bene (immobile o diritto reale) di un privato alla pubblica Amministrazione, al fine di consentire la realizzazione di un'opera pubblica e previo pagamento di un indennizzo. Sono beni espropriabili, tutti gli immobili e i diritti. la proprietà agricola, frequentemente colpita, subisce a volte danni ingenti, con conseguenze economiche spesso gravi.
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della popolazione. È quindi evidente, che lo sviluppo rurale costituisce un settore di vitale importanza, che eleva il rafforzamento della sua politica ad un livello di priorità generale per l'Unione Europea. Nuove le sfide e le realtà che si presentano al panorama agricolo. Sempre maggiore la richiesta di qualità da parte dei consumatori, più ampi e competitivi i mercati sui quali si opera, cresce l'importanza non solo dei mercati di dimensione europea, ma anche delle economie locali delle zone rurali. La nuova politica di sviluppo rurale punta il dito principalmente in tre direzioni: una maggiore competitività del settore agricolo e forestale; il miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale ed infine, la qualità della vita nelle zone rurali e la diversificazione dell'economia rurale. in tal modo, offre gli strumenti e le risposte affinché la rotta degli imprenditori, sia la realizzazione di un contesto che assicuri il futuro delle zone rurali e favorisca la salvaguardia dell'ambiente e la creazione di posti di lavoro.
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