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Mensile - Anno II - N° 6 - Luglio 2008 - Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano - ISSN 1973-5448
INVESTIMENTI
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GESTIONE
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PRODOTTI
LATTE Distributori automatici per integrare il reddito.
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IMPRESA MODELLO Azienda Pelloni: dal foraggio al Parmigiano.
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INFORMATICA Ecostalla. Il so ware per gestire l'azienda.
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NORMATIVA
UNIONE EUROPEA
Quale reddito?
La Finanziaria 2007 ha introdotto una disciplina che agevola alcune società. Tra cui quelle agricole.
Il destino della PAC
Prosegue il percorso di veri ca dello stato di salute della Politica Agricola Comune.
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N
ella legge nanziaria dello scorso anno esiste una norma che consente alle società agricole di dichiarare scalmente il solo reddito agrario, determinato catastalmente, in luogo del reddito e ettivo. chiaro che l'imposizione scale basata sul reddito agrario costituisce una notevole agevolazione, sia dal punto di vista del risparmio scale, sia dal punto di vista della sempli cazione nelle procedure di dichiarazione dei redditi. Per individuare i soggetti giuridici che rientrano in questa possibilità, è necessario tener conto che le società agricole possono bene care di questa agevolazione se hanno come oggetto sociale l'esercizio esclusivo dell'attività agricola ovvero: "l'attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all'allevamento del bestiame e attività connesse", e se indicano nella propria ragione o denominazione sociale la dicitura "società agricola".
al 1957, data della sua nascita, ad oggi, la Politica Agricola Comune è "sopravvissuta", superando riforme, revisioni e adeguamenti. In particolare, con la Riforma MacSharry del 1992 ha avuto inizio il passaggio dal sostegno al prezzo dei prodotti a quello dei redditi, il cosiddetto disaccoppiamento parziale, divenuto pressoché totale con la nota Riforma Fischler del 2003. Oggi, in piena Health Check, i lavori della Commissione continuano in un'unica direzione: sempli care la PAC. L'attualissimo dibattito sullo stato di salute della
PAC dovrebbe dunque concludersi entro la ne del 2008, lasciando spazio alla veri ca del bilancio complessivo dell'UE, che metterà in discussione le dotazioni nanziarie ad essa assegnate. Tra le novità introdotte: l'abolizione del set aside, la condizionalità, e l'estinzione delle quote latte. Ma per correggere la Politica Agricola Comune, sembrerebbe che la Commissione europea voglia innanzitutto spezzare de nitivamente il legame tra pagamenti diretti e produzioni, per consentire agli agricoltori di rispondere liberamente agli stimoli del mercato.
In questa fase non si intravedono ancora grosse novità, e soprattutto sembra che le proposte della Commissione non siano in grado di dare risposte concrete all'attuale situazione agricola. A detta degli esperti, non vi saranno grossi cambiamenti anche se, avvertono: "il provvedimento che più peserà sull'assetto produttivo italiano sarà la conclusione del regime delle quote latte. Visto il tono "blando" della proposta della Commissione, bisognerà attendere il 2013 e il 2015 per capire meglio quale sarà il vero futuro della PAC e, quindi, quali saranno le conseguenze per l'Italia".
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PROGRAMMAZIONE DEL TERRITORIO
INCHIESTA
DISTRICARSI TRA I PSR
regolamenti comunitari, i recepimenti nazionali e le programmazioni regionali sono componenti altrettanto importanti, al pari del capitale, delle conoscenze tecniche e dell'esperienza dell'imprenditore agricolo. Una lettura sintetica e comparata delle di erenze sostanziali tra nuova e passata programmazione può aiutare a fare chiarezza sulle opportunità da cogliere.
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MULTIFUNZIONALITÀ. UN'IDEA PER DIVERSIFICARSI
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CONTRATTI
Dialogare con le industrie
I diretti interlocutori degli imprenditori agricoli sono spesso operatori dell'industria di trasformazione alimentare o la grande distribuzione organizzata (GDO). A fronte di un'offerta agricola molto polverizzata, la domanda è invece concentrata nelle mani di un numero ristretto di acquirenti. Questo genera squilibrio nella gestione degli scambi commerciali, a tutto vantaggio dei potenziali compratori, che godono di una posizione di forza. Attualmente i contratti si sviluppano in stragrande maggioranza in un regime di compravendita diretta del prodotto, in un breve arco temporale. Ma si sta sviluppando un tipo di contrattazione che interviene nelle fasi precedenti alla semina o al raccolto. Il che può essere molto vantaggioso.
l nord come al sud, passando per il centro Italia, il concetto è chiaro. Per sopravvivere l'agricoltura non può più essere intesa soltanto come attività produttiva, ma deve essere un settore capace di erogare servizi. Deve dunque essere multifunzionale. Questo concetto, che si è sviluppato in seguito al decreto legislativo 228 del 2001, ha posto le basi per un'agricoltura dinamica, essibile, creativa. L'immagine di impresa agricola multifunzionale viene infatti attribuita a precise realtà, capaci di integrare agricoltura, allevamento e terziario, che continuamente scoprono, o meglio ritrovano, attività complementari vendibili. Per conquistare nuovi spazi di mercato e attirare l'attenzione dei consumatori-fruitori, ci vuole dunque l'idea vincente. Perché non basta fornire prodotti o servizi di qualità, bisogna rendere la propria azienda riconoscibile. Le strategie messe in atto lungo lo Stivale sono diversi cate e allo stesso tempo tutte valide: dall'ormai classico agriturismo, con annessa vendita diretta di prodotti, alla cosmesi con vinaccioli, passando per i parchi acquatici e per la "Casa delle Erbe". In questo contesto, inoltre, pullulano le aziende "in rosa". Considerando la notevole di usione di queste attività alternative in tutte le regioni italiane, si può concludere che gli imprenditori agricoli sono oggi sempre più in grado di rispondere al nuovo corso imposto all'agricoltura.
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