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Mensile - Anno II - N° 7 - Settembre 2008 - Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano - ISSN 1973-5448
NOVITÀ Al via una nuova rubrica per risolvere i problemi aziendali.
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MACCHINE Cingo di Merlo. All'insegna della versatilità.
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INFORMATICA A farm. Da Israele a TDM per gestire la mandria.
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DIRETTIVA NITRATI
AIUTI UE
La scadenza è imminente
Non conviene sperare nella deroga. Meglio investire e mettersi in regola.
Come a rontare i controlli
Le regole per presentare le domande. E per non incorrere in sanzioni.
chiaro l'iter per la presentazione delle domande di aiuto, mentre restano ancora incerte le regole e le metodiche con cui avverranno i controlli da parte degli organismi delegati. Oggetto delle veri che saranno le dichiarazioni
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diciassette anni dalla sua approvazione la Direttiva nitrati è quanto mai alla ribalta. Sì, perché entro il 30 settembre 2008 tutte le aziende, senza alcuna eccezione, dovranno presentare i piani aziendali per la gestione dei re ui. In altre parole, dovranno indicare gli adeguamenti che intendono mettere in atto per rientrare nei limiti di spandimento di azoto di origine zootecnica. C'è chi dovrà fare i conti con le zone cosiddette vulnerabili, il cui limite ammissibile è di 170 Kg di azoto per ettaro per anno, e chi invece, sentendosi più fortunato, farà i conti con i 340 chili. Inutile nascondere che molti agricoltori, prendendo spunto da quanto accaduto in altri Stati membri, hanno sperato, e forse sperano ancora, nella deroga. Ma non è questa la soluzione per l'Italia. Innanzitutto per le di coltà che si incontrerebbero nel presentare la documentazione necessaria per ottenere la deroga. Ma soprattutto perché è ora di adeguarsi ai requisiti ambientali. Perché l'Unione europea è sempre più severa e perché lo stato delle risorse idriche non può più essere trascurato.
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quasi due anni dall'entrata in vigore della programmazione comunitaria è ormai
rese dal bene ciario, la documentazione allegata e la veri ca del rispetto degli impegni che il richiedente si assume con la sottoscrizione della richiesta di aiuto, ma di più non si sa. Una cosa però è certa: la condizionalità è la condizione - e non è solo un gioco di parole - per accedere ai nanziamenti. Il mancato rispetto di questo requisito, che può riguardare il benessere animale oppure lo spandimento dei re ui, o ancora l'utilizzo di tofarmaci, farà decadere automaticamente la domanda. Tra le altre novità introdotte, il SIGC, una sigla che sta per Sistema Generale Integrato dei Controlli e con cui bisognerà iniziare a familiarizzare. Perché è vero che il regolamento che ne istituiva l'esistenza e ne
de niva il funzionamento è della passata programmazione, ma solo ora le varie banche dati hanno a nato gli strumenti, principalmente informatici, per confrontare e incrociare i dati. Non solo. Rispetto alla passata programmazione, le di erenze notevoli riguardano gli strumenti con cui le Regioni potranno attuare i controlli, le tempistiche, le modalità di recupero dei crediti indebitamente percepiti e le sanzioni. Attenzione a quest'ultimo punto. Perché le sanzioni sono severe, molto più che in passato. Un vero peccato far gravare sul bilancio aziendale voci di spesa che possono essere evitate.
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SPECIALE BIRRA
La liera del giovane imprenditore
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n Italia la coltivazione di orzo è praticamente destinata all'alimentazione del bestiame. Consumo umano e impiego per la produzione di malto sono irrilevanti. Ma qualcosa sta cambiando. I margini per incrementare la produzione ci sono e non sono banali. Intanto perché produrre mais costa e quindi bisogna
trovare nuove soluzioni colturali. E poi perché, in tempo di multifunzionalità, non si possono assecondare le tendenze. E tra le mode del momento ci sono anche le birre crude. Assobirra, Unionbirra e altre associazioni hanno infatti registrato la crescente voglia degli italiani di bere birre dal forte legame con il territorio.
L a filiera orzo-malto-birra può dunque crescere ancora e soprattutto può essere un'ottima opportunità di crescita per i giovani imprenditori che vogliono diversificarsi, sia come piccole produzioni artigianali, sia come supporto all'industria birraria.
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MARCHI
INCHIESTA
Conosciuti e riconosciuti
"Scirocco 36" e "Itala" sono due marchi, tutti italiani, che hanno un unico scopo: garantire al consumo la tracciabilità del prodot to. Il primo per il pesce, il s e c o n d o p e r il l a t t e e i s u o i derivati, questi marchi dimostrano l'impor tanza dell'appar tenenza. Al centro della scena il disciplinare. L o s t r u m e n t o c h e g ar an t i s c e igiene, salubrità, sicurez za e origine.
Assicurazioni. Luci e ombre
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agricoltura sta attraversando un periodo di cambiamenti. E insieme all'agricoltura muta anche l'o erta assicurativa, tanto che, negli ultimi tre anni, il mercato delle polizze agricole ha proposto più novità che nello scorso decennio. Inoltre, le tari e assicurative diminuiscono, mentre sono sempre più alti i capitali assicurati. Sembrerebbe quindi tutto "rose e ori", e in e etti alcuni interessanti traguardi si sono raggiunti, ma bisogna fare i conti anche con quello che chiedono gli agricoltori. Dal nord al sud la voce è unanime: servo-
no prodotti ancora più nuovi, moderni, diversi cati. Un esempio per tutti: polizze contro le crisi di mercato. Ma non solo. Anche incentivi dalla Pubblica Amministrazione, magari se-
guendo l'esempio del Trentino. Questa nuova o erta potrebbe spingere le regioni del sud, per ora più restie ad assicurare i propri capitali, ad innalzare il numero di polizze sottoscritte. Anche perché alcune regioni del meridione si stanno muovendo molto bene sul fronte dei risarcimenti. In Calabria, per esempio, è nato il "Consorzio per la difesa della produzioni agricole" che mira a incrementare il numero di polizze stipulate e a rendere i tempi che intercorrono tra danno e indennizzo sempre più stretti.
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