| stampa pre
Crisanti di Ester
Le caratteristiche della soluzione Creo Color Server
RIP E stampa DIGItaLe
CON UN'INTERFACCIA UTENTE EFFICACE E DI FACILE COMPRENSIONE, I RIP CREO COLOR SERVER PERMETTONO UNA RAPIDA OPERATIVITÀ NEI LAVORI DI STAMPA DIGITALE E GARANTISCONO ALTE PERFORMANCE GRAZIE ALLA PRESENZA DI UNA SCHEDA HARDWARE POSTA ALL'INTERNO DEL SERVER.
q
uando si parla di Rip per la stampa digitale, è facile pensare subito ai prodotti Efi [www.efi.com]. Ma il panorama è assai più ampio e articolato e, tra le varie offerte disponibili, quelle proposte da Creo Color Server [www.creo.com], da tempo divenuta divisione di Kodak [www.kodak.com], hanno un ruolo da protagonista confermato dal recente annuncio inerente il raggiungimento della FograCert Validation Printing System certification. Come spesso accade per i Rip, i Creo Color Server sono forniti insieme al computer, risultando così una combinazione di hardware e software. Il sistema operativo adottato è Windows Xp. L'interfaccia utente è ben fatta e consente di trovare facilmente i parametri per la corretta impostazione della stampa. La fase di linearizzazione,
molto importante per ottenere il massimo dalla stampante, è legata alla carta utilizzata permettendo così la creazione di una libreria sempre in linea e pronta all'uso. Proprio per permettere di eseguire questa fase e quella successiva (che prevede la creazione del profilo Icc) il sistema è fornito di uno spettrofotometro Eye-One e del software Profile Wizard Digi. Il Rip è dotato di un insieme standard di profili Icc, sia RGB sia CMYK; è comunque sempre consigliabile eseguire una profilatura piuttosto che usare profili generici. I file possono essere inviati al Rip mediante il meccanismo degli hot folder o delle stampanti virtuali; oltre al Pdf e al PostScript i formati previsti comprendono Tiff, Tiff/IT e Ct/LW. I lavori, una volta elaborati dal Rip, vengono trasformati nel formato proprietario Rtp (Ready to
È possibile creare una libreria di carte in cui memorizzare le informazioni rilevanti. Anche il risultato della fase di linearizzazione della periferica, raggiunto mediante la stampa e lettura spettrofotometrica del target (scale graduate di ciano, magenta, giallo e nero), viene agganciato alla libreria rendendo così immediata l'impostazione della coda di stampa in relazione alla carta.
Molte le opzioni di elaborazione per i file da stampare. Il check «Ps in sovrastampa» attiva la funzione che rispetta l'attributo Opm=1 (modalità sovrastampa Illustrator) mentre il check «nero in sovrastampa» forza i testi neri, eventualmente in foratura, a sovrastampare i fondini. Interessante è poi la possibilità di mantenere i colori di quadricromia invariati in presenza di conversioni colore; in questo modo i colori primari non subiranno inquinamento.
50
maggio 2010
|
Il Rip è dotato di tutte le librerie Pantone, comprese quelle delle ultime versioni come il Pantone Goe System. Per ciascun Pantone presente nel file, il Rip applica la ricetta (conversione in CMYK) prendendo le percentuali dalla libreria che, al bisogno, si possono modificare. L'interfaccia consente di vedere prima a monitor i vari effetti delle variazioni e poi di stampare i campioni creati sulla stessa carta che verrà utilizzata in produzione avendo così una campionatura più reale.
La gestione del colore onora i profili Icc incorporati nel file da stampare. Il campo «Profilo di origine CMYK» conterrà il profilo di simulazione, cioè della periferica da simulare. Il campo «Profilo di destinazione» riporterà il profilo della stampante digitale per la carta prevista. A differenza delle altre videate del software, questa è invece poco chiara e poco documentata.
IL pUNtO DI VIsta DI CreO
(file Rtp in stand by pronti alla stampa). Questa filosofia consente di ottimizzare ulteriormente i tempi produttivi, tenendo separate le fasi di stampa vera e propria da quella di elaborazione. Il file Rtp può essere analizzato molto velocemente con un software interno; può anche essere esportato in formato Pdf2Go, in pratica un Pdf in cui tutta l'informazione è rasterizzata, per poi essere inviato al cliente come bozza in bassa risoluzione con la garanzia di avere copia esatta
«Il nostro partner storico è Xerox», ci ha detto Fabio Saini, sales suppot manager di Creo Branded Products [www.creo.com], «a cui da qualche anno si sono affiancati nomi importanti come Canon, Hp Indigo, Konica Minolta, Ocè e Ricoh. I nostri Rip si distinguono per le performance, in altre parole sono in grado di garantire un'alta produttività grazie alla presenza di una scheda hardware, posta all'interno del server, di nostra fabbricazione; è su questa scheda che risiede la potenza di calcolo del Rip. Questa caratteristica risulta particolarmente importante negli ambienti che trattano il dato variabile poiché il sistema riesce a ottimizzare la fase elaborativa rasterizzando una sola volta la parte di layout fissa accoppiandola a quella variabile solo alla fine della fase di stampa vera e propria, riducendo così i tempi di completamento del lavoro». «Già da qualche anno i nostri Rip sono in grado di interpretare il Jdf per pilotare la fase produttiva», sottolinea Saini. «L'adozione del Jdf apre molti possibili scenari soprattutto in ambienti misti, presso stampatori offset che hanno affiancato alla tecnologia tradizionale quella digitale. In questi ambienti il passaggio di informazioni Jdf tra il flusso di lavoro di prestampa e il Rip Creo permette di rendere automatica la gestione del file realizzato per l'uscita in lastra. In questo modo dal file già definitivo è possibile ottenere una pretiratura e anche la stampa della cianografica deimposta. Tramite l'utilizzo del Jdf i Creo Colore Server sono inoltre integrati nel Mis aziendale. Anche se non abbiamo ancora case history italiane, nel mondo esistono già casi in cui l'integrazione è avvenuta rendendo possibile anche il colloquio con soluzioni Web2Print».
print) che è da considerarsi pronto per la stampa, immediata o differita poiché non necessita di alcuna ulteriore elaborazione. Poiché il file Rtp contiene tutti gli elementi relativi al «job» è possibile effettuare le modifiche dell'ultimo momento senza nessuna ulteriore rielaborarazione.
Dalla stampa all'archiviazione
I lavori nel server possono «vivere in tre stati diversi»: stampa, elaborazione (trasformazione in Rtp) e archiviazione
LE STAMPANTI DIGITALI INTERFACCIATE CON I RIP CREO COLOR SERVER
Canon Hp Indigo Konica Minolta Océ Ricoh Xerox imagePress C7000Vp, C6000Vp, C6000; Hp Indigo 7000, 5500, 5000, 3500, 3050, 3000; UltraStream Digital Presses; Konica Minolta Bizhub Pro Printers C5501, C6501, C65HC; Océ CS600; Pro C900; DocuColor 242/252/260; DocuColor 5000 Digital Press; 700 Digital Color Press; DocuColor 7000Ap/8000Ap Digital Press; DocuColor 7002/8002 Digital Press; Xerox iGen3 110 e iGen3 90; Xerox iGen4 Press.
maggio 2010
51
|