| movimentazione interna
A di Andrea Payaro
interporti
Funzione terminale
In che modo l'interporto si inserisce nel più ampio contesto dell'intermodalità? Lo vediamo in questo articolo che analizza la struttura interportuale nelle sue principali funzioni: di catalizzatore, accentratore, collettore e ottimizzatore
L'interporto per sua definizione è un soggetto che si inserisce in un contesto più ampio di intermodalità e in essa svolge il ruolo di terminale. Attraverso la ricerca documentale, infatti, secondo quanto definito dalla Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti di 31 stati - CEMT - del 1993, il trasporto intermodale è "il trasferimento di una merce che utilizza più modi di trasporto con uno stesso contenitore - container, cassa mobile o semirimorchio senza rottura di carico", mentre il terminale è "il luogo ove si effettua un cambio di modalità". In altri documenti la definizione di intermodalità risulta essere più completa e in linea con i concetti di logistica integrata, infatti, il Ministero dei Trasporti e della Navigazione dice che l'intermodalità è "l'insieme dei servizi di trasporto, resi attraverso l'integrazione fra diverse modalità - terrestri, marittime, fluviali, ferroviarie ed aeree - che induce a considerare il trasporto medesimo non più come somma di attività distinte ed autonome dei diversi vettori interessati, ma come un'unica prestazione, dal punto di origine a quello di destinazione, in una visione globale del processo di trasferimento delle merci e, quindi, in un'ottica di catena logistica integrata" (Ministero dei trasporti e della navigazione, 1995-19961997). Queste due definizioni sono quindi sintetizzabili in una visione d'insieme in cui l'intermodalità può essere rappresentabile come un sistema complesso, composto da nodi e da archi, dove i nodi sono rappresentati dai centri di cambio di modalità di trasporto (p.e. gli interporti), mentre gli archi rappresentano le infrastrutture viarie (strade, ferrovie, canali navigabili, etc.). Da questa visione d'insieme, il successo dell'intermodalità è quindi legato a un corretto sviluppo sia delle opere infrastrutturali viarie sia dei centri di cambio. Questo evidenzia il problema che se si vuole rafforzare l'uso dei diversi modi per il trasporto della merce, non è sufficiente avere dei terminali progettati per avere massima efficienza, bensì si deve operare su tutto il sistema valutando le vie di accesso ai terminali ed eliminando, dove possibile, i colli di bottiglia. Il sistema intermodale diviene quindi un'entità non più legata alla nazione, ma, come definisce Hoyle (1995), un fenomeno dinamico che cambia la sua morfologia, il suo stato, le sue funzioni nel tempo; non è un fenomeno isolato ma appartiene a un gruppo che è funzionalmente collegato su scala locale, nazionale o internazionale. In Italia attualmente ci sono 18 interporti distribuiti prevalentemente nel Nord Italia, con una grossa prevalenza nel Veneto, che vede la presenza di ben 4 interporti.
La rete degli interporti in Italia
Regione Veneto Interporti presenti 4 Località Padova Verona Venezia Rovigo Lazio La funzione dell'interporto è quella di concentrare i flussi di merci per poi ottimizzare i percorsi e le consegne nell'organizzare la catena di trasporto mediante l'uso specializzato di differenti mezzi. 3 Orte Frosinone Civitavecchia (RM) Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Piemonte Toscana Marche Abruzzo Campania Se si vuole rafforzare l'uso dei diversi modi per il trasporto della merce, si deve operare su tutto il sistema valutando le vie di accesso ai terminali ed eliminando, dove possibile, i colli di bottiglia. Puglia Calabria Sicilia
(fonte: www.interporti.it)
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Dopo la collocazione dell'interporto nel contesto dell'intermodalità, diviene interessante cercare di definire quali sono le sue funzioni all'interno del territorio e nell'ambito imprenditoriale. Secondo la legge del 4 agosto 1990 n. 240, gli interporti, nelle varie aree territoriali del Paese, dovrebbero trovare un'equilibrata integrazione con la rete complessiva dei trasporti, anche considerando le interrelazioni con l'estero. Entrando nel dettaglio della legge, possono essere evidenziate quattro funzionalità principali. L'interporto quindi viene ad essere un: Catalizzatore. L'interporto è un acceleratore dei processi di trasporto in quanto velocizza i flussi di merci negli scambi intermodali. Per esempio, mette a disposizione le strutture per velocizzare processi di tipo Ro-Ro e Lo-Lo. Il processo Ro-Ro, ovvero Roll on-Roll off, rappresenta la possibilità per un semitrailer di trasbordare su una nave o su un treno. Il processo Lo-Lo, Lift on-Lift off, rappresenta l'imbarco e sbarco di unità di trasporto intermodale mediante movimentazione verticale Azienda con un sistema di sollevamento. Accentratore. Le strutture logistiche messe a disposizione dall'interporto favoriscono l'insediarsi di attività produttive e/o imprenditoriali al suo contorno, le quali vedono nella sua vicinanza un punto di forza. La collocazione, infatti, di questo snodo logistico è pianificata in modo da trovarsi su arterie di traf-
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Le funzioni dell'interporto
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Sistema di trasporto merci con interporto con funzione di snodo.
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fico internazionalmente rilevanti, come linee ferroviarie, porti, autostrade, all'interno di corridoi transeuropei. Al fine di minimizzare i costi dei trasporti legati all'ultimo miglio, le aziende con una propensione all'export o all'import preferiscono quindi insediarsi nelle vicinanze di strutture interportuali. Nasce in questo modo la possibilità di creare delle forme di distretti industriali che gravitano attorno a un interporto.
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Collettore (rafforza le interrelazioni di un sistema a rete in un ottica di supply chain). L'interporto, anche per sua definizione, fornisce i servizi necessari per gestire in un'ottica di supply chain le relazioni logistiche. La sua struttura consente di generare un sistema di imprese concentrate attorno a un unico polo logistico. L'integrazione con modalità di trasporto marittimo, fluviale e terrestre consente, infatti, la massima penetrazione nei territori e la costruzione di una posizione baricentrica rispetto al bacino d'utenza dei prodotti trasportati. Gli interporti, che si configurano come strutture tipicamente terrestri, possono valutare, se la geografia lo consente, la convenienza a estendere l'integrazione a particolari vettori che operano per via marittima con mezzi fluvio-marittimi. In quest'ultimo caso, l'interporto si configura anche come terminale territoriale di un porto che estende la sua attività portuale nell'entroterra, limitatamente alle piccole navi che hanno interesse a raggiungerlo direttamente solcando un canale navigabile. Ottimizzatore. La funzione dell'interporto è quella di concentrare i flussi di merci per poi ottimizzare i percorsi e le consegne nell'organizzare la catena di trasporto mediante l'uso specializzato di differenti mezzi, in modo da ottimizzarne le rispettive prestazioni, riducendo l'incidenza economica complessiva, le perdite di tempo e i rischi connessi al passaggio da una modalità all'altra, così da ottenere la più efficace prestazione complessiva dal punto di origine della merce alla sua destinazione finale. Per esempio, i convogli ferroviari vengono studiati in modo da favorire il trasferimento di merce da un punto di spedizione a un punto di ricevimento con il minimo contributo di risorse possibile. Il successo di un interporto dipende quindi dalla capacità di sapere gestire al meglio tutte le funzioni presentate, diventando un nodo che semplifica le relazioni tra aziende e ne favorisce lo sviluppo. In riferimento all'industria agro-alimentare, l'interporto potrebbe costituire un importante nodo di traffico al fine di velocizzare i flussi della filiera dal produttore al consumatore.
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Sistema di trasporto merci senza interporto.
Le quattro principali funzioni dell'interporto.
Ottimizzatore
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INTERPORTO
La rete degli interporti in Italia.
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