| Intervista
Franco Travaglini
Lavare i blocchi emozionali
Gran parte delle malattie derivano da emozioni, anche molto antiche, mal gestite. Attraverso il "Lavaggio emozionale REM", una combinazione fra agopuntura e una particolare tecnica di respiro si possono sciogliere questi blocchi emozionali. È uno dei punti di arrivo della pratica medica e della ricerca del dottor Osvaldo Sponzilli
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22 Medicina Naturale settembre 2007
Osvaldo Sponzilli
Nei trent'anni che sono trascorsi dall'inizio della sua attività professionale - si è laureato all'Università di Roma "La Sapienza" nel 1976 - Osvaldo Sponzilli ha sempre integrato alla sua attività più strettamente medica - oggi anche come Responsabile dell'ambulatorio di Omeopatia, Agopuntura e Riflessoterapie dell'Ospedale San Pietro Fatebenefratelli Roma - quelle di ricercatore (fra l'altro, ha fatto parte del gruppo di sperimentazione europeo sulle medicine non convenzionali COST), docente (con corsi di agopuntura, auricoloterapia, omeopatia, cromoterapia ecc. in diverse università italiane), scrittore (con all'attivo una ricca bibliografia personale di libri e articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali).
Dottor Sponzilli, le medicine complementari si scelgono, non sono date come la medicina convenzionale, e le ragioni di questa scelta possono essere molto diverse: quali sono le sue?
Io volevo fare biologia, ma mi iscrissi a medicina perché mio padre voleva che facessi il dentista o il medico. Però mi bloccai ai primi esami, non mi piaceva il tipo di studio molto settoriale che si faceva. In quegl i an n i mio padre si ammalò di un tumore, io fui responsabilizzato al massimo in questa nuova situazione e cominciai a non stare più bene: non riuscivo a dormire, avevo problemi di tipo neurovegetativo che non avevo mai avuto prima e che non riuscivo a curare in nessun modo con i farmaci chimici. Allora mi indirizzarono a Giuseppe Leoni, un medico agopuntore - a Roma nei primi anni Settanta ce n'erano solo tre - che era nel gruppo di Antonio Negro. Con due o tre sedute mi rimise perfettamente in sesto. Già prima di questa esperienza mi attiravano le metodiche che vedevano l'uomo da un punto di vista olistico, così rimasi affascinato dall'agopuntura e cominciai a studiarla. Ne derivò anche un'accelerata enorme negli studi universitari che fi-
nii abbastanza rapidamente. L'ambiente in cui operava Giuseppe Leoni, il mio primo maestro in agopuntura, era un ambiente di omeopati, così contemporaneamente iniziai anche la mia formazione in omeopatia prima con Giovanna Baratta, una neuropsichiatra, poi con Antonio Negro. Chi viene da lei ha già deciso come farsi curare? Di solito i pazienti che vengono da me sono aperti all'agopuntura, all'omeopatia e alle terapie emozionali, poi chiedono a me cosa devono fare. Tutti, comunque, hanno una visita generale internistica e olistica indirizzata verso l'interrogatorio omeopatico, anche se poi faranno altre cose. La mia è un'impostazione omeopatica classica, quella unicista, ciò non toglie che a volte dia anche rimedi non unicisti. La prima visita da tanti anni la faccio in due parti. Una prima parte dura tre quarti d'ora-un'ora, e inizia con un questionario
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sulle informazioni più generali dell'anamnesi personale e familiare che i pazienti compilano in sala d'attesa. Poi il paziente viene da me e io ripasso punto per punto le risposte al questionario per vedere se c'è da ampliare o meno. Fatto questo, affronto la parte più emozionale e psichica dell'interrogatorio omeopatico per indagare più a fondo; normalmente l'ultima cosa che chiedo al paziente è il motivo per cui è venuto, anche per non essere influenzato dall'esposizione dei suoi sintomi. Dopo l'interrogatorio c'è la visita medica classica, alle volte accompagnata dall'esame iridologico e da test, in particolare il test cromatico di Lüscher nel quale il paziente viene invitato a mettere in un proprio ordine personale una serie di tavole colorate. Fatto tutto questo ad alcuni, quando ho delle incertezze, faccio riempire un altro questionario che ho messo a punto io, sempre in sala d'attesa. Si chiama omeotest ed è composto da 250 domande: una volta immesse le risposte nel computer si ha come risultato l'indicazione di 4 o 5 rimedi su cui poi devo ragionare io e scegliere. La seconda parte della visita si svolge dopo 4-5 giorni e dura 10-15 minuti: leggo al paziente il risultato del test cromatico di Lüscher, del suo profilo psicologico, e gli faccio qualche ulteriore domanda per puntualizzare qual è il suo rimedio di fondo, se deve fare l'omeopatia con l'agopuntura, oppure se conviene solo l'agopuntura. Infine prescrivo la terapia. Poco fa lei ha menzionato le terapie emozionali, di cosa si tratta? La maggior parte delle malattie sono conseguenza di blocchi a livello emozionale. Tutte le volte che noi, fin da piccoli, blocchiamo un'emozione, blocchiamo un processo a livello cerebrale ma anche a livello energetico; poi tutte le volte che nella vita ci troviamo in situazioni simili, senza accorgercene ingrandiamo quel blocco ed è come se piano piano ci costruissimo attorno uno schema che ci permette di incontrare solo determinate realtà e determinate persone, e non altre. Ma questo è stato solo il punto di partenza. Per diversi anni ho tenuto corsi di auricoloterapia insieme a una persona che faceva riflessolosettembre 2007 - Medicina Naturale
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