| Attualità Strategie e progetti per la Capitale Roma Expoedilizia 2009 - Edilverde
Land Arcipelago Verde
«Questo importante palinsesto ambientale, espressione della natura e protagonista nel paesaggio, si è di fatto costituito quale espressione dell'evoluzione della città nei secoli e ne rappresenta di fatto l'ossatura fondante e principale. In questa lettura le aree libere e naturali sono viste in stretta relazione agli ambiti di nuova edificazione: in ogni nuova iniziativa è necessario promuovere lo sviluppo di nuovi parchi urbani e cittadini. In questa direzione il coinvolgimento di partnership private costituisce il fattore determinante per lo sviluppo sostenibile dei nuovi quartieri andando così a definire un sistema di interventi importanti in grado di dialogare con le altre metropoli europee».
Sviluppare una consapevolezza attiva dello spazio pubblico attraverso un processo di rivitalizzazione e di riconquista dello spazio aperto
Strategie
biologici e dei meccanismi strutturanti il sistema paesaggio andando così a stabilire un nuovo rapporto di fiducia e di equilibrio che venga di fatto reso esplicito nei meccanismi di gestione del territorio e che possa quindi orientare e modificare operativamente i processi di evoluzione e definizione della città contemporanea. Ne è un esempio il progetto, oggi in fase di realizzazione, del Parco delle Sabine a Porta di Roma, dove un sistema di isole arboree, di diffusione vegetazionale - composte da Pioppo bianco (Populus alba "Bolleana"), Farnia, Leccio, Sughero (Quercus spp.), Orniello (Fraxinus ornus) e Lauro (Laurus nobilis) - costituiscono gli sfondi e la struttura di un parco di notevole estensione in cui hanno luogo attività pubbliche e legate al tempo libero (aree gioco, aree sportive, maneggio, percorso ciclopedonali). Infine, il dibattito che prende vita dall'Arcipelago Verde di Roma, strategia per la valorizzazione e la messa a sistema delle reti ambientali e degli spazi pubblici, propone di sviluppare all'interno ad all`esterno dell`amministrazione comunale una nuova capacità progettuale che abbia gli strumenti per coordinare gruppi di lavoro inter e multi disciplinari a disposizione della città. Una nuova strategia che metta di fatto insieme, in sinergia e crescita parallela, l'urbanistica e l'ambiente, che ponga in primo piano il rapporto tra la città ed il suo paesaggio di riferimento e che, contemporaneamente, promuova una sempre più matura coscienza ecologica. Oggi, attraverso questa iniziativa, Roma dà il via ad un ampio laboratorio che intende indagare, promuovere ed applicare modelli di trasformazione e gestione del territorio che non si basino esclusivamente sul consumo e sullo sfruttamento delle risorse ma di cui costituiscano, al contrario, la spinta trasformatrice. Il tutto a favore di un nuovo rapporto con la Natura, sempre più protagonista nella vita quotidiana delle aree urbanizzate e delle persone.
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Da sinistra: Antonio Liantonio, Silvia Cioli, Andrea Mangoni, Sara
Moyano Fernandez e Luca D'Eusebio di Studio Uap
studio Uap parco e Ludoteca al corviale
«Il quartiere del Corviale è noto per il disagio urbano. Nell'ambito del Contratto di Quartiere II "Corviale", si prevede un intervento di piccole dimensioni a basso costo all'interno del parco (progetto Land): un edificio "ponte" in direzione est-ovest ad un piano adibito, su indicazione dei cittadini, a ludoteca e ad ospitare il progetto "Re Mida". L'edificio attraversa l'argine di terra ai bordi del parco dagli ampi movimenti topografici, collegando le differenti quote con la strada e le residenze, e "restituendo" lo spazio pubblico occupato».
Migliorare impatto, confort e relazioni visive diventa l'operazione alla base di una nuova idea di spazio pubblico e aggregativo
Progetti
Andreas Kipar di Land
Progettare la sostenibilità attraverso un programma gestionale che tuteli le risorse naturali
Land parco delle sabine / porta di roma
«A partire dallo studio della morfologia ed evoluzione del paesaggio romano (dell'Agro e della sua trasformazione nei secoli) si è voluta definire una strategia progettuale che facesse del metodo di piantata un sistema corretto per "disegnare", "definire" e "organizzare" un parco di dimensione paesaggistica. Non si tratta di una piantata classica (come quella, per definizione, tipica del paesaggio padano lombardo ed emiliano fatto di viti maritate), ma di mettere in opera, prendendo a prestito le evocazioni storiche, piantagioni arboree e arbustive che contribuiscano a definire "un ordine di paesaggio bello, razionale e utile". Bello, così come nel paesaggio dell'Agro, in quanto si vanno a creare bordi, sfondi e quinte scenografiche che delimitano e segnano ampie aree vuote e libere; razionale in quanto, attraverso l'escamotage della piantata lungo i pendii già realizzati, si vanno a piantare le alberature lungo i fianchi e i bordi dei pendii e a spianare il terreno in corrispondenza. In tal modo si può raccogliere l'acqua piovana, evitando così il processo di dilavamento».
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