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riscaldamento
INCHIESTA
Luci e ombre della certificazione energetica
Interrogativi, opinioni e proposte provenienti da professionisti operanti in tutta la penisola, allo scopo di restituire un quadro generale della situazione e di promuovere il dibattito sui temi più controversi della certificazione energetica degli edifici.
Giuseppe La Franca
riscaldamento climatizzazione idronica
RCI n.7/2010
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Obiettivo della certificazione energetica dovrebbe essere la determinazione del costo energetico legato alla conduzione dell'edificio, informazione rivolta, in particolare, agli aspiranti proprietari di un'unità immobiliare. Per gli attuali proprietari, invece, la conoscenza dei consumi energetici effettivi renderebbe apprezzabili costi che, normalmente, vengono considerati fissi e che, invece, potrebbero essere ridotti mediante interventi mirati di riqualificazione edilizia. In questo caso, l'obiettivo è duplice: aumentare la trasparenza del mercato attraverso informazioni oggettive e confrontabili, stimolando la concorrenza nel mercato immobiliare - e di conseguenza anche nel mondo dei professionisti che operano nel comparto edile - verso quelle realizzazioni che presentano contenuti consumi energetici. In prospettiva, inoltre, è ragionevole prevedere un incremento della domanda di miglioramento delle prestazioni del patrimonio costruito fattore determinante per un paese come l'Italia, dove gli edifici con oltre trent'anni d'età costituiscono più dell'80% del totale e nel quale i 4/5 delle abitazioni sono di tipo mono e bifamiliare, perciò adatte a giovarsi del contributo offerto dalle energie rinnovabili. Ma sta veramente succedendo tutto questo? Iniziamo da Roberto Scozzin, ideatore e Vicepresidente dell'Associazione Certificatori Energetici, organizzazione senza fini di lucro costituita nel gennaio 2007 per promuovere la diffusione della certificazione energetica e l'uso efficiente dell'energia: «Nella sua generalità, la certificazione è una procedura standardizzata che consente ai non addetti ai lavori di conoscere sin-
teticamente le principali caratteristiche energetiche di un'unità immobiliare. Si tratta di un indicatore, generico e approssimato, che dovrebbe posizionare le prestazioni energetiche di un immobile rispetto a quelle degli altri, mettendo nelle condizioni l'utente finale di effettuare scelte consapevoli. Purtroppo alcuni punti delle stesse normative risultano, a seconda dei casi, poco chiari, lacunosi o di difficile applicazione. Anche i vari software, da quelli ufficiali predisposti dalle regioni a quelli commerciali validati, restituiscono risultati molto diversi a parità di casi, a scapito della credibilità dei risultati e, di conseguenza, della considerazione che l'attività di certificazione dovrebbe godere da parte della pubblica opinione. Infine, la quasi completa assenza di controlli lascia ampio spazio a comportamenti ai limiti dell'etica professionale e che nuocciono all'intera categoria». Ma qual è l'attuale situazione dell'attività di certificazione energetica. nei vari contesti territoriali? «In Lombardia non è delle migliori spiega Massimo Ronchi, ingegnere energetico (Tekser, Milano). Per inseguire i molti che svendono la loro professionalità, il
Massimo Ronchi, Tekser, Milano.
Luca Bernard, Studio Bernard, Torino.
mercato è altamente inflazionato e un professionista serio incontra notevoli difficoltà. Il Cestec (l'organismo regionale di accreditamento) probabilmente ha ritenuto che aumentando la complessità del software avrebbe ottenuto un innalzamento del livello dei professionisti che si occupano di certificazione energetica, ma presumibilmente non riuscirà ad ottenere tale risultato». Per Luca Bernard, architetto (Studio Bernard, Torino), la certificazione energetica rappresenta «Un obbligo importate con una normativa europea adeguata, ma con un'applicazione totalmente priva di controllo che la trasforma in un pezzo di carta inutile, perché spesso non coerente con la realtà e redatta da tecnici non adeguatamente formati. Il tempo necessario per redigere un certificato serio non può essere limitato a poche ore, ma sul mercato si trovano certificati anche a meno di 200 ; chi li redige probabilmente non è neanche uscito dall'ufficio. In più, a mio avviso, spesso si perde di vista quello che dovrebbe essere il principale scopo della certificazione energetica, ovvero sapere che cosa fare, e con quale priorità, per migliorare l'efriscaldamento climatizzazione idronica
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