| Stampo del mese
di Renato Suzzani
Tecnologie avanzate
Stampo per visiera
A chi esige la perfezione
Da qualche tempo la lappatura spinta delle superfici di figura negli stampi può avvalersi di una tecnologia basata su nuovi sistemi di lavorazione e di nuovi criteri di definizione della geometria ottica. Qui un esempio relativo a uno stampo di recente fabbricazione
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Fig. 1 - Il casco d'alta qualità con relativa visiera, per motociclisti prodotto con stampo BMZ: in particolare il casco si differenzia da quelli commerciali per la speciale visiera che - grazie a un nuovo processo di lucidatura dell'impronta dello stampo - presenta una finitura di Classe Ottica 1 (oltre a una trasparenza "al top", nessun difetto e nessuna aberrazione ottica percepita dal motociclista)
a bresciana BMZ MOULDS (Molinetto di Mazzano, BS) è un'attrezzeria specializzata, tra altro, nella costruzione di stampi per caschi da motociclismo di alta gamma e da competizione. L'azienda produce anche stampi per specialissimi caschi destinati ai vigili del fuoco. Ma sono i caschi per motociclisti esigenti e quelli da gara a esigere stampi richiedenti le tecnologie più avanzate. Un casco presenta sempre una "calotta di sicurezza" e una "visiera", oltre a vari accessori per la ventilazione. La calotta deve rispondere a esigenze di sicurezza ma la visiera, oltre a quelle, deve soddisfare esigenze di qualità di gran lunga superiori: infatti, essa è l'elemento interposto tra gli occhi del motociclista e la realtà che gli si presenta davanti e che deve essere vista nel suo aspetto reale. Nell'immagine recepita da chi guida non vi devono essere alterazioni, aberrazioni ottiche o distorsioni che possano portare a differenze fra detta immagine e la realtà. Insomma, la visiera, oltre che perfettamente trasparente e infrangibile, deve essere otticamente perfetta. In effetti, essa è paragonabile a una lente. Le visiere sono sempre prodotte in stampo: la lucidatura delle parti di figura dello stampo col quale sono state fabbricate è, da sempre, un problema non facile e diventa difficilissimo quando si deve ottenere una finitura di classe ottica esattamente qualificata. Le lenti in generale sono prodotte in plastica e anch'esse devono essere perfette: ma le tipiche lenti per occhiali sono "sferiche" e la loro lavorazione - pur delicata e di precisione - non presenta speciali difficoltà viste le macchine disponibili capaci di generare una superficie molto lucida e perfettamente sferica.
Ben diversamente stanno le cose per una visiera la cui geometria deve adattarsi a quella generale del casco (il quale deve proteggere non solo il cranio bensì anche la parte anteriore del viso, la zona nasale, la mandibola e il mento; essa, pertanto, deve avere una forma tipicamente prolungata in avanti e ben differente da quella sferica. In pratica, la visiera è una lente composta di elementi ottici differenti che si combinano e si compenetrano generando una geometria complicata che rende difficile la lappatura quando è necessario escludere alterazioni di qualunque tipo. Fino a ieri quest'operazione doveva essere eseguita a mano agendo sulla superficie di figura (matematicamente esatta poiché generata di fresatura), preventivamente portata alla minima rugosità possibile e poi lucidata con impiego di abrasivi di granulometria progressivamente inferiore, e proseguita fino a aggiungere il grado di lappatura migliore possibile. Esso consentiva a fatica l'omologazione per la Classe Ottica 2, il livello migliore allora ottenibile). Inoltre non esistevano macchine per la lucidatura automatizzata e si doveva affidare l'operazione a specialisti di grande esperienza. Costoro, dovevano dosare esattamente la pressione della mano avendo la sensibilità indispensabile per seguire l'andamento della geometria generata di fresatura ma senza eccessi di pressione in qualche punto e senza carenze di pressione in altri in modo da realizzare asportazioni esattamente uguali in tutti i punti e non alterare la geometria di fresatura che - abbiamo detto - è matematicamente perfetta poiché generata con un software, un CNC, frese e macchine progredite).
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Fig. 2 - La visiera superfinita: grazie all'innovativo processo di lucidatura della superficie d'impronta dello stampo, il pezzo evidenzia qualità ottiche che hanno permesso l'omologazione del casco secondo le Norme Europee
Proprio queste delicatissime operazioni sono da molti anni la specialità della Zanola Srl, azienda creata da Alfredo Zanola parecchi anni fa partendo da un'officina artigianale di lucidatura stampi per conto terzi. Nell'ambito di quest'attività, Zanola aveva accumulato una vasta esperienza e approfondito i problemi di quelle lavorazioni spinte anche oltre la Classe Ottica 2, in particolare per le lenti di occhiali da sole. In questo ambito egli aveva così potuto mettere a punto un innovativo processo e una ancor più innovativa apparecchiatura (ambedue protetti da brevetto): grazie a quest'innovazione della quale la dirigenza Zanola ha fatto in questi anni un cardine del proprio sviluppo imprenditoriale, lo stampo per la visiera ha potuto essere finito sulle superfici di figura con un livello di lucidatura tale da ottenere sulla visiera stampata addirittura la qualità corrispondente alla Classe Ottica 1 (in questa classificazione numeri inferiori indicano una qualità superiore). La figura 1 mostra il casco al quale è destinata la visiera che è l'oggetto dello stampo di questo mese. Dice Alfredo Zanola, responsabile dell'Azienda: «Lo stampo vero e proprio è un attrezzo richiedente un know-how particolare soprattutto nello sviluppo delle tecnologie atte a creare la perfezione estetica sui pezzi stampati: per esempio criteri particolari di unione dei tasselli che compongono le parti stampanti in modo che sul pezzo finale non siano riconoscibili le linee di giunzione (ricordiamo a questo proposito che il prodotto "visiera" è sempre in vista sul casco indossato). Inoltre lo sviluppo dell'attrezzatura ha richiesto un'attenzione quasi maniacale nella scelta degli acciai e dei loro trattamenti, scelta effettuta in collaborazione con le più
importanti acciaierie e i principali trattamentisti. Lo stampo presenta una sola impronta ed è concepito per lo stampaggio a iniezione del policarbonato nelle sue varianti più progredite. Durante la fase di progettazione, oltre a tenere conto di tutti i dettagli sopracitati, BMZ MOULDS, in collaborazione con ZANOLA Working Team, ha introdotto un sistema di valutazione ed elaborazione dei dati per calcolare gli spessori non costanti che successivamente consentono al prodotto di avere un potere rifrattivo sferico e astigmatico entro i limiti relativi alla Classe Ottica 1. Questi dati sono di fondamentale importanza per l'operatore che deve eseguire la lappatura poiché alla geometria nota egli può applicare i propri metodi di lavoro e generare così superfici con i requisiti previsti dal progetto». Il vero punto focale dell'attrezzo - quello che lo differenzia da altri stampi analoghi - è proprio la superfinitura della figura e il rispetto fedele della geometria durante le fasi lappatura. È proprio il caso di dire che la collaborazione tra cliente e fornitore in questo caso ha aggiunto valore al prodotto finale consentendo di raggiungere il traguardo posto. La figura 2 illustra invece la visiera finita: la fotografia non permette di vedere direttamente le caratteristiche fisiche e ottiche del pezzo ma i suoi dati sono stati rilevati in modo esatto nel Laboratorio ottico che la Zanola Working Team srl si è data proprio per poter valutare i risultati ottenuti nella superfinitura con i nuovi processi e le nuove apparecchiature di propria originale concezione. Questi risultati sono valutati con la "Scala Ottica Zanola" e con le tavole per il confronto diretto figure 8 e 9).
Fig. 3 - La visiera a superficie speculare
Fig. 4 - Un altro aspetto della visiera
Fig. 5 - Una parte dello stampo per l'iniezione della visiera
Fig. 6 - Altra parte delle stampo per la visiera
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