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· Anno III · N° 4- settembre 2006 · Bimestrale · Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano · ISSN 1724-6865
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ASSOMECCANICA
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ECONOMIA
SUBFORNITORE DEL MESE
SERVIZI
Fare gruppo per sfruttare sinergie
La subfornitura nel mondo della meccanica è chiamata a nuove sfide
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Innovare e motorizzare
Lavorazioni meccaniche e un servizio a tutto campo
Avanzamento tecnologico da vichingo
La Svezia oggi ha raggiunto un sistema di vita invidiabile a molti
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· a pag. 14 ·
I editoriale
ECONOMIA
Ci sono due cose che occorrono alle piccole e alle microimprese per poter realizzare i propri piani di espansione: la possibilità di operare in un ambiente amministrativo, burocratico favorevole e la necessità di essere sostenuti sul piano degli incentivi allo sviluppo. Le due cose, semplificazione e incentivi, sono strettamente connesse e, per altro, almeno la realizzazione della prima è a costo zero per la pubblica amministrazione. Un piccolo imprenditore che molte volte è il solo nell'azienda o al massimo con qualche addetto, non può permettersi di "perdere tempo" nelle decine di adempimenti quotidiani, legati alle pratiche burocratiche. Deve concentrarsi sul suo mercato, sui suoi clienti e deve fare formazione. Eppure, nonostante tante parole, in questi anni si è fatto veramente poco per semplificare e rendere il lavoro d'impresa più agevole. Dopo l'approvazione della riforma Bassanini che, come ci si ricorda, è stata introdotta l'idea dello sportello unico e del
decentramento amministrativo. Ad oggi la situazione è quasi come prima. Si sono attivati pochi sportelli unici e, quelli che funzionano effettivamente, si contano forse sulle dita di una mano. Il decentramento amministrativo non ha dato i risultati sperati, anzi in qualche caso c'è stata una sovrapposizione tra competenze nazionali, regionali e locali. Una confusione di ruoli e sprechi che si trasformano, non solo in peggioramento della qualità della vita dell'impresa ma, soprattutto in alti costi che continuano a pesare enormemente. Le pratiche di inizio attività per una impresa del settore, come risulta da una ricerca recentemente presentata da Cna Nazionale, sono mediamente una sessantina. Un'enormità di adempimenti con oltre 20 diversi enti amministrativi destinatari. Un'esagerazione a cui corrisponde un costo che incide per oltre 15 miliardi di euro sulle spalle delle imprese.
I segue a pagina 5
Se una delegazione di industriali e uomini d'affari statunitense o cinese, venisse in Italia e volesse capire qualcosa di più sulla filosofia dei "distretti" sicuramente dovrebbe visitare il Piemonte.
I
n Piemonte ciò che premia è l'organizzazione d'impresa che fa scuola. Non che le restanti regioni non ne abbiano seguito o inventato o attuato modelli analoghi, ma qui la spinta è diversa. In una caratterizzazione geografica dei distretti d'Italia, seppur a grandi linee, si potrebbe pensare al Veneto come al
di Giovanni Carlini
I
bacino più produttivo sia per azienda, che per impiegato pro capite e singolo distretto (sono 40 in tutto); alla Lombardia come ricerca e sviluppo, quindi innovazione spinta; alla Toscana nella raffinatezza di prodotto per nicchie di mercato; all'Emilia Romagna per le aziende di larga produzione che hanno saputo superare il limite del-
la visione specialistica; quindi il Piemonte con le sue scelte di esternalizzazione della produzione da grandi complessi a piccole/piccolissime aziende. Su questa traccia di riepilogo per r egione dei distretti d'Italia, si può costruire un itinerario di vista per quell'ipotetica delegazione. Analizzando più nel dettaglio l'esperienza
di distretto in Piemonte va considerato come l'intero sistema produttivo nazionale, negli anni Settanta, abbia subito una profonda evoluzione, passando da un'organizzazione di tipo verticale, cioè con tutto il ciclo di produzione svolto all'interno della stessa impresa, ad uno di tipo orizI segue a pagina 34
FORUM
CONVEGNO
IL FUTURO DEL SETTORE DEGLI STAMPI Scenari mondiali e prospettive Come si regolano le cessioni "con patto di pagamento dopo la rivendita" di sviluppo
Iva e Codice Civile Il contratto estimatorio
I
di Piero Merlo
È
opportuno premettere che, nella terminologia corrente, il "contratto estimatorio" è anche indicato in altri modi: "conto sospeso", "cessione con patto di pagamento a merce rivenduta" ecc. Lo sviluppo commerciale, e la continua immissione sul mercato di nuovi prodotti e beni, determina fr a l'altr o in quasi tutti i settori, compreso quello che riguarda
I segue a pagina 39
22 novembre 2006 Centro Congressi Milanofiori Assago (MI)
I segue a pagina 5
Subfornitura News - settembre 2006
A che punto siamo
G Giuseppe Vivace CNA Lombardia
Distretti? Sì grazie!
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