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· Anno VI · N° 1 - febbraio 2009 · Bimestrale · Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano · ISSN 1724-6865
organo ufficiale PRODUZIONE
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INCONTRI
SUBFORNITORE DEL MESE
APPLICAZIONI
All'insegna del miglioramento continuo
Un'azienda specializzata nelle lavorazioni e costruzioni meccaniche più innovative
· a pag. 2 ·
Alta tecnologia per alta precisione
Quando la qualità è requisito indispensabile la tecnologia si mette al suo servizio
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Dalla ricerca all'impresa
CNA ha realizzato un'iniziativa volta a stimolare il dialogo tra queste realtà
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editoriale
Roberto Papeschi
FILIERE PRODUTTIVE: AUTOMOTIVE
Dopo un secolo di progresso e dominio assoluto nel settore manifatturiero, l'industria automotive si trova ad affrontare la sfida di un profondo cambiamento, organizzativo e tecnologico
di Roberto Papeschi
Per tradizione, i parametri utilizzati per valutare la qualità della logistica erano essenzialmente tre: il costo delle operazioni di trasporto e smistamento, il tempo necessario per eseguire la consegna e il livello di servizio, quest'ultimo comprendente diverse voci, tra cui le principali erano la precisione e la completezza dell'ordine. In tempi più recenti, alla maggiore complessità e allungamento delle catene di fornitura conseguenti all'allargamento e alla globalizzazione dei mercati, le imprese hanno reagito ricorrendo in modo massiccio all'utilizzo di tecnologie evolute, sia di tipo informatico che di automazione, con particolare riferimento ai sistemi di identificazione automatica dei materiali. Al tempo stesso, le imprese produttrici di beni hanno attuato politiche di "process reengineering", volte soprattutto alla semplificazione della "supply chain" attraverso la riduzione del numero dei fornitori e la gestione dei materiali con flussi tesi. Per questo sono state adottate metodologie di approvvigionamento "just-intime", eliminando o riducendo ovunque fosse possibile magazzini intermedi e scorte (tale approccio si rifaceva ai principi giapponesi della "lean production" e al modello di produzione Toyota).
Sul piano teorico si pensava che l'estensione di questi stessi principi, dalla dimensione di una fabbrica a un processo produttivo e distributivo con dimensioni mondiali, sarebbe stato reso possibile dalla disponibilità di moderne tecnologie di comunicazione ed elaborazione delle informazioni. Queste, riducendo tempi e distanze, avrebbero consentito i controlli e avrebbero facilitato decisioni condivise tra diversi partner geograficamente e culturalmente lontani. In realtà, il sistema è risultato troppo complicato per poter essere gestito con efficacia e la crisi economica ha peggiorato la situazione, rendendone evidente la vulnerabilità. Si è infatti scoperto che la riduzione nel numero dei fornitori, l'aumento delle distanze e le differenze culturali tra i partner impegnati in una supply chain estesa tra continenti diversi introducono elementi di criticità nelle forniture. Il livello di rischio della continuità e della conformità delle forniture alle caratteristiche d'ordine ha così rimesso in discussione i vantaggi economici di cui si era tenuto conto fino a quel momento, rivalutando in molti casi le cosiddette "forniture di prossimità" tipiche dei distretti industriali su cui, prima della globalizzazione, si era sviluppata l'economia italiana.
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l settore automobilistico, a partire dall'inizio del secolo scorso, ha svolto un ruolo fondamentale nel determinare la rivoluzione industriale. E' con l'auto di Ford, infatti, che nasce in America la catena di montaggio ed è con lo Scientific Management di Taylor che con riferimento alle fabbriche di auto si pon-
gono le basi dell'organizzazione industriale del lavoro. Poi, per oltre cento anni e fino ai giorni nostri, si è generato nell'industria dell'auto un progresso continuo, organizzativo e tecnologico, che da questo settore si è quindi diffuso in tutti gli altri comparti manifatturieri. Ciò è avvenuto dapprima con la definizione di tempi e metodi, con la conseguente
parcellizzazione delle attività organizzate secondo la logica della catena di montaggio: ciò ha consentito di ottenere sostanziali aumenti della produttività; con l'introduzione dell'automazione di processo e della robotizzazione sono poi state esaltate anche le caratteristiche di flessibilità delle fabbriche. segue a pagina 12
PIAZZE DELL'ECCELLENZA
High-tech nelle lavorazioni meccaniche
Alla prossima e imminente edizione della Fiera della Meccanica Specializzata di Parma troveranno spazio molte iniziative rivolte all'alta tecnologia italiana. Un'occasione di stimolo e di rilancio per i visitatori e per gli stessi espositori
di Vittorio Pesce
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Se volete ricevere in anteprima il prossimo editoriale inviate il vostro indirizzo E-MAIL a: subfornituranews@tecnichenuove.com
cominciato il cont o al l a rovesci a p e r M E C SPE , or m a i di ve nut a una delle manifestazioni più attese nel settore dell'industria manifatturiera, che avrà luogo a Parma dal 19 al 21 marzo. Oltre ai 1.000 espositori sono attesi più di 30.000 visitatori, alla ricerca di partner e soluzioni
strategiche per migliorare i propri processi produttivi. M ar u s k a S ab at o , P r o j ect Manager della manifestazione, introduce il discorso sulla vetrina parmense: «MECSPE è un concentrato di idee e di alta tecnologia; da accurate analisi che abbiamo effettuato è emers o che le aziende che visitano la nostra fiera sono forte-
mente interessate a trovare soluzioni high-tech e di trasferimento tecnologico per migliorare i propri processi in termini di time to market, di produttività e di economia, in particolare nel rapporto tra costo e pezzo».
segue a pagina 4
Subfornitura News - febbraio 2009
Costi e rischi della Supply Chain
Nuove sfide e sviluppo sostenibile
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