| indagine di mercato
Ettore del Giudice e Centro Marketing
Là dove nasce il filo
L'annuale analisi sul settore delle trafilerie italiane condotta dalla nostra rivista è giunta al suo sesto appuntamento con i lettori. Come se l'è cavato questo importante comparto nell'ultimo difficile anno per tutta l'economia mondiale ce lo hanno raccontato 40 trafilerie.
CORTESIA HAGENER FEINSTAHL
Trafilerie italiane
Un problema economico
Gli eventi degli ultimi anni dovrebbero averci convinto che del mondo dell'economia conosciamo poco mentre è sempre più necessario avere qualche idea un po' più chiara. Ci sono tre attori principali nel libero mercato: i proprietari delle attività produttive, i dipendenti, i consumatori (tutti). Il mercato funziona quando un'impresa produce una merce che viene acquistata da un consumatore, l'imprenditore paga i suoi dipendenti, quindi dipendente ed imprenditore si trasformano in consumatori. In una condizione ideale tutte le
figure si devono bilanciare; in effetti se l'imprenditore non paga i suoi dipendenti questi non possono essere consumatori e l'impresa, non potendo vendere le merci prodotte, fallisce. Uno dei principi base è che se non lavori, non puoi consumare; da questo ne consegue che affinché il sistema produca ricchezza, occorre una larga base di lavoratori e di consumatori. Gli imprenditori, in concorrenza tra di loro, utilizzano la tecnologia per essere più competitivi e la tecnologia aumenta la quantità di produzione a parità di lavoratori con due possibili scelte:
1) Si riducono i dipendenti: soluzione non proponibile, visto che i dipendenti sono anche i consumatori; se questi non possono più comprare si dovrà ridurre la produzione, con la conseguente riduzione dei dipendenti, innescando una spirale negativa; 2) Si aumenta la produzione: strada, questa, auspicabile perché aumentano i beni prodotti, ma impone anche un aumento degli stipendi, altrimenti, i consumatori, non possono comprare i maggior prodotti disponibili. Ora vediamo cosa succede se la tecnologia, aumentando la capacità di produzione, satura il mercato.
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Tecnologie del Filo giugno 2010
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There, where wire begins
The sixth research concerning Italian drawn wire producers, that was recently carried out by `Tecnologie del Filo' thanks to the , experience gained during the past years, allows to understand in a better way both events and changes that happened in this sector during the crisis that affected world economy because of the granting of credits not guaranteed by real goods; this caused an increase in production that did not correspond to a real economic growth. 40 companies took part in this research, 18 small ones (less than 15 employees), 22 medium-large ones. The number of companies with less than 15 employees tendentially increased, while the ones with more than 30 employees is decidedly reduced. This confirms the anticipation of a reduction in staff due to the crisis. The trend of the ratio employees/production is clearly negative. The persuasion concerning a reduction in cost of raw materials is widespread. It can be motivated both by a lower demand, caused by a reduction in the production, and a reduction in cost of fuels. Among these two assumptions, the first one is prevalent. In spite of the crisis, during the last year the companies that invest in a machine fluctuate between 30 and 40%, following the usual principle based upon the quality/ price ratio. As for certifications, the small companies go on showing an endemical lack, while the big companies adapted them to the ISO 2008. The effect of this crisis on export has been positive for the small companies, while the other ones show some standstills. Finally, the opinion concerning competition is almost unchanged: the home and European one is considered as predominant.
A quel punto la capacità di consumare diventa costante mentre la produzione aumenta. Anche in questo caso ci sono scelte da compiere: 1) Si riduce la produzione: soluzione non proponibile perché in questo modo si riducono i dipendenti-consumatori, innescando una spirale negativa; 2) Si fanno durare le merci di meno o si riducono i costi utilizzando materiali meno buoni: in questo modo si può guadagnare tempo, ma alla fine si arriva comunque a saturare il mercato; 3) Si importano nuovi consumatori (immigrazione): l'inserimento di stranieri più poveri determina una nuova richiesta di beni, ma anche di posti di lavoro, mentre si innesca il fenomeno di lavoro nero a basso
costo che tende ad abbassare anche gli stipendi dei lavoratori nazionali, riducendo la capacità dei lavoratori di consumare. 4) Si cercano altri consumatori in altre nazioni (globalizzazione): se nella globalizzazione ci si rivolge a paesi avanzati con mercati già saturi si avrà uno scambio di merci, ma la situazione generale non cambia. Allora si deve accedere a mercati non saturi dove esistono milioni di persone in uno stato di povertà; questi però non possono consumare, perché non hanno reddito; quindi bisogna trasformarli prima in lavoratori, affinché avendo reddito possano comprare le merci che l'impresa produce. In un mercato libero, non si può impedire che l'impresa (multinazionale) cerchi il
massimo profitto, quindi l'impresa riporta i prodotti che produce (a basso costo) nei paesi poveri e li rivende nei mercati sviluppati a costi (almeno inizialmente) simili a quelli presenti in quel mercato. La concorrenza di merci prodotte a basso costo importate, colpisce per prime le aziende locali che costruiscono il tipo di prodotti importati, allora queste ultime iniziano anche loro ad importare semilavorati o prodotti finiti, che rivendono come se fossero i propri. Fino a questo punto non vi erano grandi anomalie nel sistema finché qualcuno, per reggere il gioco, ha avuto l'idea geniale di inventarsi i consumatori attraverso la concessione di crediti non garantiti
CORTESIA TRAFILERIE BRAMBILLA
CORTESIA NEVATIA STEEL
Tecnologie del Filo giugno 2010
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